Santuario della Madonna del Palazzo a Crescentino

Festa del Campanile di Crescentino: un evento autentico in Piemonte

Nel panorama delle esperienze autentiche da vivere in Piemonte, poche riescono a unire storia, comunità e sostenibilità come la Festa del Campanile di Crescentino.

Il 12 aprile 2026 questo borgo del vercellese diventa una destinazione ideale per chi cerca un turismo diverso: lento, consapevole e profondamente legato al territorio.

In questa giornata speciale, la memoria collettiva si rinnova attorno a un evento unico, che nel 2026 celebra i suoi 250 anni.

Una festa dedicata al genio di Crescentino Serra, un uomo semplice che ha compiuto qualcosa di straordinario, ancora oggi considerato un vero e proprio miracolo ingegneristico.

Il genio di Crescentino Serra

La Festa del Campanile di Crescentino celebra i 250 anni dello spostamento del campanile del Santuario della Madonna del Palazzo, realizzato il 26 marzo del 1776 da Crescentino Serra.

Un’impresa che ancora oggi sorprende: un campanile alto oltre 20 metri, spostato senza demolizione per permettere l’ampliamento del santuario.

All’epoca c’era chi voleva abbatterlo e ricostruirlo, e chi invece desiderava conservarlo. Serra scelse la strada più audace.

Era un mastro muratore analfabeta, senza conoscenze teoriche di ingegneria, ma con grande esperienza e intuito. Nonostante le difficoltà, le critiche e persino i tentativi di sabotaggio, riuscì nell’impresa.

Già nel 1775 aveva fatto una prova spostando l’altare della chiesa di San Bernardino, dimostrando una capacità straordinaria di comprendere l’equilibrio delle forze.

Il suo lavoro è ancora oggi un esempio di ingegneria empirica e rappresenta un patrimonio culturale di grande valore per la comunità.

Cosa fare durante l’evento del 12 aprile 2026

Durante la Festa del Campanile di Crescentino 2026, l’impresa di Serra viene raccontata attraverso rievocazioni storiche e momenti immersivi.

Per entrare davvero nello spirito dell’evento, è possibile visitare alcuni dei luoghi più significativi della città.

Tappe imperdibili:

la campana della rivolta a crescentino 1529
La campana del 1529 che chiamò tutti i cittadini alla rivolta @Tryatrip 2026
palio di San Crescentino conservato al piccolo teatro Mimmo Candito
Il palio di San Crescentino conservato al piccolo teatro Mimmo Candito @Tryatrip 2026

Il pranzo comunitario: un’esperienza autentica

Uno dei momenti più significativi della Festa del Campanile di Crescentino è il pranzo comunitario, organizzato nel parco del santuario.

Non è solo un momento gastronomico, ma un’esperienza sociale che rafforza il legame con il territorio.

Il menù valorizza i prodotti locali:

  • risotto delle terre vercellesi
  • fritto misto alla piemontese
  • bunet, dolce tipico della tradizione

Qui il cibo diventa racconto: parla di agricoltura, cultura e identità locale.

La campana del 1529 e la rivolta popolare

Tra le storie più affascinanti di Crescentino c’è quella legata alla campana del 1529.

Durante la notte tra il 14 e il 15 febbraio, una rivolta popolare portò all’assalto del Palazzo dei Tizzoni. La campana suonò incessantemente, richiamando cittadini anche dai paesi vicini.

La ribellione nacque dopo anni di soprusi da parte del conte Riccardo IV Tizzoni, accusato di governare in modo tirannico.

Oggi quella campana è conservata nel Palazzo Comunale ed è ancora un simbolo forte della memoria collettiva.


Sulla campana furono poi incisi i nomi dei congiurati e la piazza del Palazzo, che in quella notte fu dato alle fiamme, venne poi rinominata piazza Vische per ricordare gli abitanti della cittadina corsi in aiuto dei Crescentinesi.

La campana è conservata presso i locali del comune e questa storia è ancora oggi alla base dei festeggiamenti del Carnevale di Crescentino.

Lo stemma della città con i pani diventati lune

Un dettaglio curioso riguarda lo stemma della città.

Oggi rappresenta una croce rossa con quattro mezzelune, ma in origine raffigurava quattro pani crescenti.

Negli anni ’90, durante la registrazione ufficiale, un errore trasformò i pani in lune. Un aneddoto diventato ormai parte dell’identità cittadina.

Stemma-di-Crescentino-con-i-pani-crescenti
Lo Stemma della città di Crescentino con i pani crescenti (versione originale) @Tryatrip 2026
Stemma di Crescentino con le lune decrescenti
Stemma di Crescentino con le lune decrescenti @Tryatrip 2026

Il Piccolo Teatro Mimmo Candito

Sempre dentro l’edificio del comune, all’ultimo piano, è conservato un bellissimo teatro di architettura settecentesca, ristrutturato nel 2014 dopo 104 anni di chiusura, durante il mandato della sindaca Marinella Venegoni.

Il teatro conserva il Palio di San Crescentino, opera di Maria Giulia Alemanno, artista di caratura internazionale. Il palio rappresenta San Crescentino che porta in braccio la Madonna del Palazzo e lo stemma cittadino ma anche le spighe di riso, a ricordare l’arte cittadina unita alla tradizione agricola del territorio.

Il teatro è intitolato alla memoria del reporter di guerra Mimmo Càndito, inviato de La Stampa e marito della ex sindaca Marinella Venegoni, in segno di ringraziamento per aver dato il via alla ristrutturazione di questo piccolo tesoro.

Cosa vedere a Crescentino: le chiese delle Confraternite

Tra il XVI e il XVII secolo a Crescentino furono costruite tre chiese di confraternite, tuttora esistenti e visitabili.

La prima su cui posiamo lo sguardo è quella di San Bernardino.

Questa chiesa, dalla splendida facciata barocca, è ritenuta la più antica fra le chiese delle confraternite. Segnalata dal FAI, mostra in facciata cinque statue di santi incastonate in altrettante nicchie, mentre al suo interno è custodito il meraviglioso altare ligneo dorato, costruito nel 1669, che contiene una pala raffigurante la Circoncisione, risalente al 1667. Da notare che questo è l’altare che Crescentino Serra utilizzò per le sue prove di spostamento.

La confraternita di San Giuseppe aveva invece la sua chiesa proprio in via San Giuseppe. La chiesa, costruita a partire dal 1693, è ricca di affreschi e prestigiose opere d’arte, come la Natività di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, realizzata nel 1589.

Forse la chiesa avrebbe bisogno di una rinfrescata, ma nonostante i segni del tempo conserva una luce quasi mistica.

La chiesa della confraternita di San Michele, in via dei Bastioni, dove un tempo si trovavano i confini della città, risale al 1569. Sul presbiterio vi sono due nicchie contenenti la statua di San Michele e l’altare della Madonna Addolorata.

Facciata Barocca della chiesa di San Crescentino
Facciata Barocca della chiesa di San Crescentino @Tryatrip 2026
Altare ligneo chiesa san crescentino
L’Altare ligneo nella chiesa di San Crescentino @Tryatrip 2026

Cosa vedere a Crescentino: Santuario della Madonna del Palazzo

Arriviamo infine al protagonista di questa giornata di festa.

Il Santuario della Madonna del Palazzo racconta una storia che affonda le radici nei primi secoli del cristianesimo.

Secondo la tradizione, qui passava un’antica strada romana, frequentata da pellegrini e soldati.

Una delle storie più affascinanti che avvolgono questo luogo è quella del simulacro della Madonna, nascosto durante tempi difficili e ritrovato grazie all’apparizione a una giovane pastorella, che avrebbe riacquistato la parola proprio in quel momento.

Legata al santuario c’è anche la figura di Placilla, una giovane principessa di fede cristiana che, durante il suo esilio, trovò conforto proprio nella devozione alla Madonna.

Visitandolo oggi, si respira un’atmosfera tranquilla e autentica.

Certamente, nel giorno della Festa del Campanile, l’atmosfera sarà tutt’altro che tranquilla, ma è giusto dare eco a un fatto così eccezionale, che ha avuto come protagonista proprio il campanile di questo santuario.

Crescentino -realizzazione campanile per rievocazione storica dell'impresa di Crescentino Serra
Realizzazione del campanile per rievocazione storica dell’impresa di Crescentino Serra @Tryatrip 2026
Cartonati per i decori del campanile
Cartonati per i decori del campanile @Tryatrip 2026

Crescentino 1776-2026, l’Ingegno attraverso i secoli

Manifesto per i 50 anni dall'impresa di Crescentino Serra
Manifesto per i 50 anni dall’impresa di Crescentino Serra nel 1776 @Tryatrip 2026

Per chi volesse godersi il meglio di questa giornata, saranno attivati dei tour guidati, in partenza da Torino, che vi porteranno nei luoghi più significativi e vi renderanno protagonisti della festa di comunità.
I rievocatori storici dell’associazione Le vie del Tempo vi faranno fare un salto indietro nel tempo, non solo con la mente.

Il tour Campanile in Festa a Crescentino è organizzato da Somewhere Tour & Events in collaborazione con il Comune di Crescentino, l’Associazione Borghi delle Vie d’Acqua e la Provincia di Vercelli.

Questa festa ci sembra un esempio concreto di turismo sostenibile e rigenerativo.
Lo è perché valorizza il patrimonio storico locale senza snaturarlo.
Ma anche perché va a coinvolgere direttamente la comunità, che da tempo lavora alla realizzazione di una copia del campanile per ri-evocare l’impresa di Crescentino Serra.
Inoltre, porta in tavola i prodotti del territorio, come il riso coltivato in queste terre da generazioni.
Il turista smette di essere solo un visitatore ed entra nella memoria storica di una comunità, contribuendo a preservarla e a rendere sostenibile la sua comunicazione. Non consuma il territorio, ma lo rafforza.

Ecco perchè ci piace questo evento: crediamo sia un’esperienza che lascia un valore a tutti.

Il 12 aprile non è solo una data: è un invito a vivere il Piemonte in modo diverso.

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Commenti

7 risposte a “Festa del Campanile di Crescentino: un evento autentico in Piemonte”

  1. Ma che bell’itinerario dedicato a questo anniversario! Peccato che quel periodo saremo in Sicilia, altrimenti sicuramente sarei andata. Cade ogni anno il 12 aprile?? Magari mi segno la data per programmare per tempo il prossimo anno.

  2. Che storia incredibile! Non sapevo nulla di Crescentino e del geniale sig. Serra ma il racconto mi ha subito rapita. Inoltre tutta la celebrazione del 12 aprile mi ha trasmesso il sapore genuino di quelle “sagre” di altri tempi che puntano alla sostanza invece che alla forma e all’instagrammabilità, stanno sparendo ma io le apprezzo molto.

  3. La storia di Crescentino Serra colpisce perchè non è solo un episodio curioso di ingegneria empirica, ma un esempio di intelligenza pratica e visione che ancora oggi dialoga con il territorio.
    Mi piace molto anche l’idea di una festa che non si limita a celebrare, ma coinvolge – dalle rievocazioni al pranzo comunitario – trasformando il visitatore in parte attiva di una storia collettiva.
    È esattamente quel tipo di esperienza che rende il turismo davvero significativo: quando non “consumi” un luogo, ma entri nel suo racconto.

  4. Non conoscevo la storia di Crescentino è molto interessante. Sarei molto curiosa di visitare il piccolo teatro Mimmo Candito, i teatri mi attraggono sempre. Mi segno la data, non si sa mai!!!

  5. Serra era davvero un genio! Non avevo mai sentito parlare di Crescentino né tantomeno della Festa del Campanile. Sicuramente essendo quest’anno un grande anniversario, sarà un evento ancora più sentito ed emozionante.

  6. Tutto molto bello e interessante, ma… Posso essere sincera? La cosa che di più ha attirato la mia attenzione è il pranzo comunitario! 🙂 Mi sembra una cosa fantastica, che non si trova spesso in giro. Il menù poi è da leccarsi i baffi!

  7. E bravo il mastro Serra che ha saputo sfidare le critiche e i disfattismi e regalare a Crescentino una memoria che ancora oggi si celebra. Mi piace molto l’idea del festeggiamento con una sagra che col pranzo comunitario, unisce le persone nella loro tradizione.

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