El Khasneh - il tesoro di Petra

Petra in Giordania: cosa vedere e perché lascia senza fiato

Ci sono luoghi che si visitano. E poi ci sono luoghi che ti travolgono.

Petra appartiene alla seconda categoria.

La perla della Giordania non è soltanto una meraviglia archeologica o una delle sette meraviglie del mondo moderno: è un’esperienza fisica ed emotiva che cambia il modo in cui percepisci lo spazio, il tempo e persino la fatica del viaggio.

In questa guida trovi cosa vedere a Petra, come organizzare la visita e i consigli pratici per non rovinarti l’esperienza — perché sì, è facile farlo.

Il primo incontro con il sito archeologico

Quando ti approcci a Petra ti accompagna una forte sensazione di già visto. Del resto siamo in uno sei siti archeologici più visitati al mondo: è talmente iconico e talmente fotografato che almeno una volta ti sarà capitato di averlo visto rappresentato.


Di certo, pensi, non potrà sorprendermi. In aggiunta a rendere ancora più turistica l’atmosfera ci sono le bancarelle con i beduini che provano a venderti di tutto mentre le guide ti sussurrano all’orecchio di non comprare nulla: – tutta roba cinese, niente originale qui -.
E poi ci sono quelli che ti invitano a salire a cavallo per raggiungere più in fretta l’imbocco del Siq. Fa tanto caldo e la tentazione c’è. La guida sembra scorgerti negli occhi l’intenzione e ti mette in guardia. Meglio sempre contrattare il prezzo prima, per non avere spiacevoli sorprese dopo.
Proseguiamo a piedi, è meglio, tanto sono solo 800 metri perché i cavalli nel Siq non entrano.

Ma andiamo con ordine.

Variazioni di colore nell'arenaria
Variazioni di colore nell’arenaria – @Tryatrip 2022
Canali per l'acqua lungo il Siq
Canali per l’acqua lungo il Siq – @Tryatrip 2022

Cos’è Petra e perché è unica al mondo

Petra è un’antica città scavata nella roccia dai Nabatei oltre 2000 anni fa, nel sud della Giordania.

Era una delle capitali commerciali più importanti del Medio Oriente, crocevia tra Arabia, Egitto e Mediterraneo.

Ma la storia non è ciò che la rende straordinaria.

È l’ingresso.

Petra non si mostra subito. Ti costringe ad arrivarci lentamente.

E questa attesa è parte dell’esperienza.

Il Siq

Il Siq è il canyon lungo circa 1,2 km che conduce alla città.

Percorsi gli 800 metri che lo separano dal parcheggio, il canyon è introdotto da un cartello che ne indica l’ingresso. il Siq si snoda tra alte pareti di arenaria rossa. Lungo il cammino impariamo a distinguere le opere ingegneristiche dei nabatei, da quelle dei romani. I tratti di strada selciata in pietra sono di origine romana, i canali di adduzione dell’acqua per alimentare la città sono nabatei.

L’attraversamento della gola è sorprendente, un avvicinamento al tesoro sovrastato da pareti che raggiungono i 200 metri di altezza, dove trovano spazio nicchie destinate ad ospitare sculture in onore delle divinità nabatee, che qui a Petra avevano instaurato la capitale del loro regno.

Il Tesoro (Al-Khazneh)

Quando le pareti si aprono il tesoro è li: El Khasneh, la facciata scavata nella roccia che prelude alla tomba del re nabateo Areta III.

Non importa quante foto tu abbia visto: non sei preparato all’impatto di vederlo lì davanti a te.

La facciata è alta 40 metri, scolpita direttamente nella montagna.

L'area davanti al tesoro
L’area davanti al tesoro – @Tryatrip 2022

La facciata nasconde una fitta simbolgia del tempo: giorni, mesi, stagioni, rappresentati dai bassorilievi.

Alcuni elementi sono crivellati da colpi, inflitti dai beduini per la falsa credenza che vi fosse nascosto un tesoro.

L’area è affollatta: cammelli e beduini, bancarelle e un punto ristoro. Tutti offrono qualcosa, vogliono accompagnarti su per la roccia nel punto dove le fotografie vengono meglio, vogliono farti salire in groppa per continuare l’esplorazione del sito, che è soprendentemente enorme.

A dispetto della facciata più gettonata negli scatti, il sito si estende con altre tombe ed altre edifici, in parte nabatei (quelli scanati) in parte romani (quelli costruiti). Le variazioni di colore dentro alcune grotte sono magnifiche: si passa dal giallo ocra al rosso fuoco, in alcuni punti c’è anche il bianco, effetto dovuto alla diversa concentrazione di ossidi.

Giulia si fa truccare col kajal
Giulia si fa truccare col kajal – @Tryatrip 2022

Ci concediamo una sosta e scambiamo parole e gesti con un beduino star (ha il suo prfilo Facebook Amyr-Al-Mawsuh), dagli occhi strepitosamente belli, che ama truccare i turisti col suo kajal. E’ simpatico: io e Giulia ci concediamo. Siamo soddisfatte del nostro sguardo enfatizzato dal trucco e ce ne andiamo con la nostra boccetta di pigmenti.

L’area che si apre usciti dalla gola è immensa. Immagino il fiume che scorreva qui un tempo, vegetazione rigogliosa, palazzi sontuosi, gente ovunque: doveva essere maestoso.

Oltre il tesoro, la città si estende
Oltre il tesoro, la città si estende – @Tryatrip 2022

Al termine della visita non abbiamo più la sensazione della mancata sorpresa, il “già visto” che avevamo supposto è lontano dalla grandiosità del sito. Siamo letteralmente sopraffatti dalla sua bellezza.

Quanto tempo serve per visitare Petra

Molti sottovalutano Petra. È l’errore più comune, che ahinoi abbiamo fatto anche noi, pernottando in loco solo 1 notte. Valuta bene che cosa vuoi vedere perché:

  • 1 giorno: vedrai Tesoro e la via principale, ma piuttosto di corsa
  • 2 giorni: esperienza completa (scelta consigliata)
  • 3 giorni: trekking panoramici e Petra by Night

Petra è enorme. Molto più di quanto immagini.

Consigli pratici per visitare Petra

Questa parte vale più di qualunque racconto.

  • Arriva all’apertura (6:00–7:00 del mattino): il Tesoro vuoto è un’altra esperienza
  • Porta almeno 2 litri d’acqua a persona, ti assicuro che servirà, specie se pianifichi di andare a Petra in estate.
  • Indossa scarpe da trekking o comunque scarpe molto comode per camminare, anche su terreni sconnessi.
  • Non fidarti delle distanze sulla mappa: Petra è gigantesca
  • Il caldo può essere estremo anche in primavera. Porta occhiali da sole, cappellino o ombrello per difenderti.
  • Attenzione alla false promesse: i cavalli ti portano solo fino all’ingresso del Siq, poi dovrai comunque proseguire a piedi.

Quando andare a Petra

I periodi migliori sono:

  • da marzo a maggio: climaticamente uno dei periodi migliori… ma anche uno dei più richiesti. A Marzo inizia la primavera e le temperature del mattino sono intorno ai 20°C, fresco perfetto per camminare. Ad Aprile il clima è ottimale, raggiungendo temperature giornaliere di 24°C, ma coincidendo con la Pasqua, può essere davvero molto affollato. A maggio le temperature salgono fino a 28–29°C.
    Attenzione: anche se l’aria è piacevole, l’UV è già molto alto da marzo e diventa estremo verso maggio (indice fino a 10-11).
    Il Miglior compromesso può essere quello di scegliere date a fine marzo o inizio maggio
  • da ottobre a novembre: considerato da molti viaggiatori il migliore in assoluto per clima e affluenza. Resta sempre un periodo di alta stagione ma meno affollato della primavera. Le temperature sono ancora calde di giorno (20-25°C), ma non torrido come l’estate, mentre la notte si abbassano notevolmente. I prezzi sono meno alti rispetto alla primavera. Se vuoi il miglior compromesso tra meteo perfetto e meno gente, fine ottobre – metà novembre è probabilmente il momento ideale dell’anno per visitare Petra.
  • in estate: a luglio a Petra ci vai solo se hai un conto in sospeso con il sole. Scherzi a parte noi lo abbiamo fatto e siamo “Sopravvissuti”. Tieni conto che Petra è a ~800–1.200 m di altitudine ma il sito è fatto di roccia arenaria che accumula calore. In estate il caldo supera facilmente i 40°C e la visita diventa fisicamente molto impegnativa. L’indice UV è estremo (11-12): ti scotti anche camminando 20 minuti, se non prendi precauzioni. Il vantaggio dell’estate è che NON è alta stagione turistica internazionale per cui c’è decisamente meno gente, cosa che per noi è fondamentale. Il trucco per visitare Petra in estate è quello di entrare alle 06:00 del mattino e tornare entro le 09:30. Fare una pausa lunga: 11:00–16:00 approfittando per un pranzo tipico e poi effettuare un secondo giro dopo le 17:00

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