Museo del Carnevale Santhià

Pifferi, tamburi e fagioli per il Carnevale più antico del Piemonte

Quando si parla di Carnevali storici in Italia, spesso vengono citate Venezia, Viareggio o Ivrea. Ma non tutti sanno che il Carnevale Storico di Santhià è uno dei più antichi d’Italia e certamente il carnevale più antico del Piemonte. Ha una storia documentata che affonda le radici in quasi mille anni di tradizione.

Come accade da secoli, è l’Epifania a segnare l’inizio ufficiale del Carnevale: il 6 gennaio 2026 la città di Santhià, torna a vivere uno dei suoi riti più identitari, la Cerimonia di Apertura, un evento che unisce memoria storica, partecipazione collettiva e creatività contemporanea.

Ma se ti chiedi quando è il Carnevale di Santhià, la settimana clou degli eventi va dal 10 al 17 febbraio 2026.

La Cerimonia di Apertura: il suono del tamburo dà inizio alla festa

Siamo anche noi in piazza Roma, quando prende avvio la serata inaugurale. Il cuore del Carnevale Storico di Santhià inizia a battere all’unisono. La gente arriva poco alla volta, si riversa nelle strade quasi senza una regia precisa, seguendo l’istinto. Ed è proprio in questa spontaneità che rinasce il vero senso della festa.

Alle ore 20:00, il suono profondo dei tamburi attraversa la città: è il segnale che annuncia a tutti i cittadini che il tempo della festa è ufficialmente iniziato.

È un momento dal forte valore simbolico. Il ritmo dei pifferi e dei tamburi riaccende il senso di comunità: nonostante il freddo della sera, qualcuno comincia a ballare, si riconoscono le figure storiche del Carnevale, una mano saluta da un balcone nella penombra.

Una signora si avvicina e ci dice con orgoglio:
Sono i miei figli quelli là — indicando Stevulin e Majutin.

Anche se si tratta di una festa paesana, quasi intima, i forestieri come noi vengono immediatamente coinvolti. È impossibile restare spettatori: il valore di questo patrimonio, così profondamente condiviso, è evidente. Non è semplice folklore, ma un atto identitario che si rinnova da secoli e che coinvolge proprio tutti.

Dopo aver richiamato tutti a raccolta, i tamburi conducono il corteo verso lo Spazio Eventi, dove arriva il primo assaggio dei fagioli, simbolo della Colossale Fagiuolata del lunedì grasso, accompagnato da un piatto a sorpresa. È qui che vengono presentati i bozzetti delle opere in concorso, destinate a sfilare per le vie di Santhià il 15, 16 e 17 febbraio.

Si dà il via così ad una settimana di festa che culmina in una sequenza di appuntamenti: dal Gran Galà delle maschere del 10 febbraio al gran finale del 17 febbraio, con il Rogo del Babaciu e la monferrina, danza simbolo dell’allegria carnevalesca.

Bun Carvé a tücc, bagnà e sücc

Stevulin e Majutin carnevale Santhià
Stevulin e Majutin – personaggi tipici del carnevale storico di Santhià @Tryatrip 2026
cerimonia apertura carnevale storico Santhià - gruppo Pifferi e Tamburi
La cerimonia di apertura del carnevale storico Santhià – gruppo Pifferi e Tamburi @Tryatrip 2026

Stevulin d’la Plisera e Majutin dal Pampardù

Tra tutte le figure che animano il carnevale, Stevulin ‘dla Plisera e Majutin dal Pampardù, occupano un posto assolutamente speciale.

Sono i padrun dal Carvè (padroni del Carnevale), le maschere ufficiali della festa: due personaggi che attraversano il tempo, nati idealmente dalle cascine del territorio.

Stevulin e Majutin rappresentano, infatti, due giovani sposi contadini, semplici e genuini. Secondo la tradizione giungono in città, durante il Carnevale, quando il potere era nelle mani di un signorotto locale.

Per volontà del popolo, gli vengono consegnate simbolicamente le chiavi della città, affinché governino Santhià e amministrino la giustizia per tre giorni. Un’antica usanza che, ancora oggi, rivive nella cerimonia del sabato sera (sabato 14 febbraio ore 20:00), quando il Sindaco gli affida ufficialmente le chiavi della città. Poi, Stevulin parla al popolo.

Sono parole sempre pungenti, ironiche, sorprendentemente attuali, capaci di leggere la realtà con lo sguardo libero e popolare del Carnevale.

Nel corso degli anni, “Stevu e Majot” hanno assunto volti e voci dei santhianesi: ogni edizione una giovane coppia diversa, ogni coppia una storia da raccontare. Ogni coppia, che ha ricoperto questa veste negli anni, non smette mai di essere Stevu e Majot.

Le coppie del passato, infatti, entrano a far parte degli “Stevu e Majot Früst”. Früst, in piemontese, significa proprio “usurato”.

Girando per le strade, le coppie usurate, si riconoscono dai giacconi con la scritta Früst sulla schiena e la coccarda con l’anno sul petto. Un segno che indica continuità, perché ogni coppia resta testimone vivente di una storia collettiva, custodi di un’identità che si rinnova di generazione in generazione.

Carnevale Santhia - carri edizione 2025
Carnevale Santhia - mascherone
Carnevale Santhia - maschere edizione 2025

Una storia lunga quasi mille anni

Il Carnevale Storico di Santhià, inspiegabilmente poco conosciuto al di fuori del perimetro comunale, è un patrimonio culturale di straordinario valore storico e sociologico.

Nato ben prima del Carnevale di Ivrea, perché le fonti archivistiche attestano già nel 1093 la presenza di un’associazione giovanile, chiamata Abadia. Questa associazione si occupava, già ai tempi, delle varie manifestazioni carnevalesche, preparando, prima dell’inizio della quaresima, una minestra a base di verdure condite col lardo che veniva distribuita alla popolazione, assieme al pane nero.

Vero la fine del ‘500 furono introdotti i fagioli e il gruppo si trasformò in “Società Fagiuolesca”.

Un documento del 1893, conservato presso il Palazzo del Capitano – sede della pro loco e dal 2024 anche del museo del carnevale – ricorda inoltre l’ottavo centenario dell’Antica Società Fagiuolesca.

Numeri che rendono il Carnevale di Santhià uno dei Carnevali documentati più antichi d’Italia e il più longevo del Piemonte.

Andando su youtube non farai fatica a trovare filmati storici dell’istituto Luce e di Rai Storia che ne testimoniano la rilevanza.

Carnevale Santhia 1929 - Stevulin e Majutin
Carnevale Santhia – foto storica del 1929 – Stevulin e Majutin

Programma della manifestazione: la colossale Fagiuolata e i Corsi Mascherati

Come da tradizione, la cerimonia di apertura apre ai preparativi della festa, che ha il suo momento apicale, nella settimana da martedì 10 a martedì 17 Febbraio.

Tanti gli eventi in programma, tra cui i grandiosi Corsi Mascherati, dove sfilanoi carri allegorici e gruppi a piedi.
Parliamo di circa 20 compagnie carnevalesche e oltre 2.000 figuranti in maschera, che sfileranno in 3 occasioni:

  • Domenica 15 Febbraio 2026 – PRIMO CORSO MASCHERATO: alle ore 14:30 prende il via la prima sfilata.
  • Lunedì 16 Febbraio 2026 – SECONDO CORSO MASCHERATO: alle ore 20:45 prende il via la seconda sfilata, questa volta in versione notturna, con i carri e i gruppi appositamente illuminati.
  • Martedì 17 Febbraio 2026 – TERZO CORSO MASCHERATO: alle ore 14:30 prende il via l’ultima sfilata al termine della quale verranno proclamati i vincitori.

L’ingresso al circuito costa 10,00 € per i primi due Corsi e 8,00 € per il terzo corso.

Uno degli eventi più apprezzati è l’accensione di fuochi, che alimentano i 150 cauderi (calderoni in piemontese) in rame.

Dentro ribollono oltre 20 quintali di fagioli di Saluggia, accompagnate da 10 quintali di salami da cuocere e un quintale e mezzo di lardo e cipolle tritate con oltre 80 chilogrammi di sale e 300 foglie di lauro.

Numeri pazzeschi per il momento simbolo del Carnevale che si tiene il lunedì grasso, che cade il 16 febbraio 2026.

Si comincia alla 5 del mattino quando il corpo dei Pifferi e Tamburi dà la sveglia e poi ha il compito di sorvegliare la Direzione del Carnevale, che accende i fuochi.

Alle ore 12:00, 320 camerieri distribuiscono gratuitamente oltre 20.000 porzioni di fagiolata, la più colossale d’Italia.

Quando l’asino salì all’altare: una multa medievale tutta da ridere

Tra le storie più singolari legate al Carnevale Storico di Santhià ce n’è una che, da sola, racconta lo spirito libero e irriverente della festa.

Siamo nel 1430, e dai documenti emerge un episodio destinato a rimanere nella memoria collettiva: alcuni giovani santhiatesi vennero multati per aver portato in chiesa un asino travestito da sacerdote.

Quell’atto irriverente non fu solo una bravata, ma una testimonianza concreta di quanto il Carnevale fosse già allora vissuto come uno spazio di libertà, satira e critica sociale. La sanzione ufficiale, anziché cancellare l’episodio, lo ha consegnato alla storia, rendendolo una delle prove più antiche e vivide dell’esistenza del Carnevale a Santhià. Ancora oggi, questo racconto strappa un sorriso e aiuta a comprendere come, da secoli, il Carvè sia il momento in cui la città si concede di ridere di sé stessa, delle regole e del potere, trasformando la trasgressione in tradizione.

Il logo del Carnevale Storico di Santhià

Sotto il segno della creatività, anche il logo del Carnevale storico, firmato dal maestro Ugo Nespolo.

Nello stile del maestro, il logo è un’esplosione di colore, energia e allegria visiva: un’immagine che trasmette subito il carattere festoso e vivace della manifestazione.

Col suo approccio quasi pop, il logo è capace di rendere visibile il movimento, il suono dei tamburi e lo spirito collettivo che anima le strade di Santhià.

Logo-Carnevale-Ugo-Nespolo

Cosa vedere a Santhià, oltre il Carnevale

Santhià non è solo maschere e allegria, ma è anche e soprattutto la sua terra. Ci sono luoghi che raccontano d’arte, di storia e ingegneria e che meritano una visita durante un soggiorno o una gita nel Vercellese.

Alcuni di questi luoghi sono normalmente chiusi al pubblico, ma in occasione del Carnevale, le porte si aprono in esclusiva, per chi partecipa ai tour organizzati, proposti da Somewhere Tour & Events.

Tour organizzati per il Carnevale storico di Santhià

Il carnevale storico di Santhià – edizione 2026, porta con sé una grande novità. Domenica 15 febbraio si può partecipare ad un tour organizzato, in partenza da Torino. Si tratta di una bella occasione per visitare, accompagnato da una guida certificata, le principali attrazioni turistiche di Santhià. Il tour comprende anche il pranzo conviviale in ristornate e posti riservati per il primo corso mascherato in programma alle ore 14:30.

Per prenotare il tour è sufficiente rivolgersi al tour operator sulla pagina ufficiale del AAA

Il Carvè Museum

Il Museo del Carnevale Storico di Santhià è ospitato presso il Palazzo del Capitano, una delle dimore storiche più affascinanti del centro cittadino. Già sede del Capitanato di Santhià, istituito dai Savoia come presidio di controllo del territorio, dopo la concessione degli Statuti comunali nel 1375, oggi il palazzo, sede della Pro Loco di Santhià.

Si tratta di un vero e proprio spazio culturale dedicato alla storia, alle tradizioni e ai rituali della festa che da quasi mille anni anima la città.

Al piano terra si apre una sala espositiva con opere della Galleria d’Arte Contemporanea santhiatese e mostre temporanee di livello culturale e artistico.

Al primo piano si trova il Carvè Museum.

Qui sono esposti bozzetti dei carri, fotografie storiche e approfondimenti sulle maschere e sui rituali della festa. Sono tutti materiali originali, ricostruzioni artigianali, esposte per raccontare l’evoluzione del Carnevale santhiatese, dalla sua origine, fino alle celebrazioni moderne.

È il posto giusto per comprendere in profondità il significato storico e antropologico di questa festa unica nel panorama italiano.

Carnevale storico Santhià
Il Carnevale storico Santhià – ingresso pro Loco @Tryatrip 2026
Ricostruzione carri allegorici museo carnevale santhià
Ricostruzione carri allegorici museo carnevale a Santhià @Tryatrip 2026

La Collegiata di Sant’Agata: oggi Duomo di Santhià

La Collegiata di Sant’Agata, oggi Duomo della città di Santhià, è situato nella centralissima Piazza Roma.
Il nome Santhià è in effetti il risultato di una contrazione linguistica avvenuta nel corso dei secoli a partire da Sant’Agata, la santa alla quale il borgo era originariamente dedicato.

Con il naturale evolversi della lingua parlata, il nome completo si è progressivamente abbreviato e trasformato nell’attuale Santhià.
L’edificio attuale, ricostruito tra il 1836 e il 1839 sopra l’antico cimitero, è in stile neoclassico, caratterizzato da un pronao monumentale, con soffitto affrescato.
Al suo interno, l’attenzione è subito catturata dal cosiddetto rione delle anime. Si tratta di una piccola sala laterale, dove è possibile vedere resti di ossa dell’antico cimitero sottostante.
Proseguendo, nella terza cappella della navata sinistra, è custodito un capolavoro rinascimentale del 1531, attribuito a Gerolamo Giovenone, uno dei maggiori pittori attivi nel Nord Italia nel primo Cinquecento.

Si tratta di un polittico composto da dieci tavole (una purtroppo trafugata) che costituiva probabilmente l’antico altare maggiore della chiesa prima delle ricostruzioni successive.


Le due tavole centrali mostrano la Madonna col Bambino e Sant’Agata, patrona della città. Il registro superiore e le tavole laterali raffigurano altri santi cari alla devozione locale.

duomo sant agata santhia - navata
Navata del duomo di Sant’Agata a Santhia @Tryatrip 2026
Il Polittico del 1531 presso il Duomo di Santhià
Il Polittico del 1531 presso il Duomo di Santhià @Tryatrip 2026
duomo sant agata santhia - rione delle anime - ossario
Il rione delle anime nel duomo di Sant’Agata a Santhià (ossario) @Tryatrip 2026

L’opera è significativa, perché testimonia la diffusione del linguaggio rinascimentale nel vercellese.
Un altro punto di notevole fascino è la cripta romanica di Santo Stefano. Situata proprio sotto l’attuale presbiterio della chiesa, la cripta è uno unico spazio, risalente al XII secolo, diviso in tre navate da file di colonnine disomogenee che sorreggono volte a crociera tipiche dell’architettura romanica. Al centro un piccolo altare, sostenuto da due capitelli cinquecenteschi, testimoni delle stratificazioni storiche che hanno attraversato questo luogo.

Davvero molto suggestiva.

La Chiesa della Santissima Trinità

Passeggiando nel centro storico di Santhià, ci si imbatte nella Chiesa della Santissima Trinità, un luogo che invita a rallentare e ad ascoltare le storie che custodisce.

Costruita dalla Confraternita della Santissima Trinità verso la metà del XV secolo, nel corso dei secoli, l’edificio si è trasformato seguendo il ritmo della città e della sua comunità.

L’aspetto esterno colpisce per la sua asimmetria, che racconta appunto la sua evoluzione. In effetti la facciata è l’unione di due ambienti originariamente separati: un tempo qui operavano infatti due confraternite distinte, poi fuse in un’unica realtà nel corso del Seicento.

Internamente invece lo sguardo va subito all’imponente altare ligneo barocco, profondamente scenografico grazie ai suoi ricchi decori. L’altare accoglie una pala dedicata alla Santissima Trinità.

Sembra ci siano due navate comunicanti, ma sono il frutto della fusione di due spazi. La navata laterale, anticamente una chiesa separata, termina nella cappella dedicata alla Beata Vergine del Carmine, ricca di dettagli tardo‑rinascimentali.

altare SS Trinita Santhia
L’altare ligneo della chiesa SS Trinità a Santhià @Tryatrip 2026

L’atmosfera è intima ma anche solenne allo stesso tempo, arricchita dalla presenza di cappelle laterali che conservano affreschi e immagini di grande devozione popolare. Tra queste spicca quella legata al culto del Sudario (la sacra sindone), segno di una spiritualità antica che per secoli ha attirato fedeli e pellegrini.

Uno degli elementi più affascinanti della chiesa è il coro ligneo posto retrostante l’altare maggiore. Questo coro, realizzato in pregiato legno intagliato di arte locale, tra il tardo Seicento e l’inizio del Settecento (anche se priva di attribuzione documentata), mostra una serie di seggi e un badalone centrale fisso, secondo il modello tradizionale delle strutture corali sacre.

Stazione Idrometrica Sperimentale di Santhià e Canale Cavour

A pochi passi dal centro storico, lungo la riva del Naviglio d’Ivrea, si trova un luogo sorprendente: la Stazione Idrometrica Sperimentale di Santhià.

Questa elegante costruzione, con le sue linee liberty, sembra un palazzo d’altri tempi, sorto in mezzo alla campagna.

Sorprende sapere che è il simbolo di una sfida scientifica e ingegneristica che risale alla fine dell’ Ottocento.

L’opera fu inaugurata, infatti, nel 1866. Tecnici e ingegneri volevano studiare le portate d’acqua, destinate ai canali di irrigazione (come il canale Cavour), per gestire in modo equo la distribuzione tra le diverse utenze agricole.

Il laboratorio funzionò per un periodo relativamente breve, ma la struttura rimane un esempio unico di archeologia industriale legata al mondo dell’idraulica e dell’agricoltura.

Purtroppo, oggi, l’edificio non è aperto al pubblico, ma la torretta, affacciata sul Naviglio, cattura l’attenzione di chiunque percorra la pista ciclopedonale o le strade che costeggiano le acque.

santhià-stazione idrometrica
La stazione idrometrica a Santhià – Piemonte @ Marco Roggero

La Via Francigena e la strada per Oropa

Santhià si trova lungo un tratto dell’antica Via Francigena, l’antico percorso dei pellegrini che, tra Medioevo ed età moderna, univa l’Europa a Roma.

La città è, infatti, ricordata più volte nelle cronache medievali come tappa obbligata per chi affrontava il lungo viaggio verso sud, e qui convergevano rami diversi della strada, rendendo Santhià un vero crocevia di culture e storie.

Per il viaggiatore moderno, Santhià rappresenta la 44ª tappa del celebre tracciato da Roma a Canterbury compiuto dall’arcivescovo inglese Sigerico nel X secolo, una conferma della sua importanza viaria e spirituale attraverso i secoli.

Oggi chi percorre la Via Francigena, può trovare in città accoglienza e supporto concreto: esiste un ostello per i pellegrini nel cuore del centro storico, dove è possibile timbrare la credenziale, riposarsi e condividere storie di viaggio con altri camminatori.

Per i più audaci, partendo da Santhià, lungo la Via Francigena, si arriva, dopo 65 km, al Santuario di Oropa, lungo quello che viene chiamato Il Cammino di Oropa.

ostello via Francigena Santhià
Ingresso dell’Ostello per i pellegrini della via Francigena a Santhià @Tryatrip 2026

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Come arrivare e dove parcheggiare a Santhià per il Carnevale

Per raggiungere Santhià durante il Carnevale ci sono diverse opzioni:

  • In macchina: per raggiungere Santhià in auto si può percorrere l’autostrada A4 Torino-Milano e uscire a Santhià, oppure l’autostrada A5 Torino-Aosta o la A26 Genova Gravellona. Diverse anche le strade statali percorribili senza pedaggio. Per sapere dove parcheggiare, consultare la mappa allegata.
  • con tour organizzato: in occasione del carnevale puoi, sono attivi dei tour organizzati, con partenza da Torino. Lascia la macchina comodamente a casa, e goditi solo la festa. Consulta le opportunità di tour nella pagina dedicata.
  • In camper: Santhià è una meta amata dai camperisti che durante il carnevale organizzano veri e propri raduni. Per sapere dove parcheggiare, consultare la mappa allegata.
  • In treno: Santhià è servita dalla stazione ferroviaria omonima, lungo la tratta Torino-Milano e Torino-Aosta, con treni regionali frequenti. Sul sito di Trenitalia si possono consultare gli orari.
Dove parcheggiare a Santhià per carnevale
Dove parcheggiare a Santhià per carnevale
i luoghi del carnevale di Santhià
mappa Santhià per carnevale
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Commenti

8 risposte a “Pifferi, tamburi e fagioli per il Carnevale più antico del Piemonte”

  1. Un carnevale che inizia all’epifania mi sembra molto strano! Ma bellissimo e tradizionale il Carnevale storico di Santhià, mi sembra che ancora oggi abbia mantenuto l’atmosfera di un tempo

    1. Secondo Wikipedia: “Dato che non esiste un annuncio di inizio, il carnevale comincia un po’ in sordina con la presenza di coriandoli sulle strade e qualche bambino mascherato; ma se vogliamo indicare una data precisa questa potrebbe coincidere con la I domenica del Tempo Ordinario (fine del Tempo liturgico di Natale), cioè la prima domenica dopo l’Epifania, tra il 7 e il 13 gennaio”
      Dire che il carnevale storico di Santhià è abbastanza allineato a questa definizione

  2. Non avevo mai sentito parlare di questo carnevale sai?? Inizia relativamente presto rispetto agli altri della Penisola, ma devo ammettere che le tue foto e il tuo racconto mi hanno incuriosito. Mi piacerebbe farci un salto per i giorni di chiusura!

  3. Sono un’appassionata di carnevali, specie quelli storici, quindi mi interesserebbe molto partecipare a questo di Santhià. Sarebbe per me una bella occasione per tornare un po’ in Piemonte. Tra l’altro, anche in alcuni luoghi in Slovenia le celebrazioni del carnevale prendono avvio proprio dopo l’Epifania.

    1. Allora ti aspettiamo in Piemonte per la colossale fagiolata

  4. Non conoscevo questo carnevale storico, in effetti è un peccato che se ne parli poco. La settimana prossima sarò a Torino e ci resterò per un po’, se riesco a passare a Santhià sarebbe davvero interessante documentarlo.

    1. Ma dai che bello, vieni nella nostra città. Quali attività hai in programma?

  5. Conosco molto bene la realtà del carnevale di Santhià, è proprio a pochi km da dove abito e facilmente raggiungibile in treno dalla mia città!
    Oltre a questo tradizionale Carnevale mi sentirei di suggerirvi anche di partecipare almeno una volta allo storico carnevale di Ivrea o allo storico corso mascherato di Borgosesia sempre in zona! Lo spettacolo è garantito rioni in festa e combattimento a colpi di Arance per il primo mentre il secondo è rappresentatodalle sfide dei carri costruiti dai rioni..non perdetevi se amate questo genere di spettacolo

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