Opera Barolo Torino

Torino celebra Giulia di Barolo – simbolo di umanità

C’è un punto di Torino in cui, dal 17 gennaio, sarà impossibile passare distratti.
All’angolo di Palazzo Barolo, tra pietre antiche e passi quotidiani, una donna tornerà a farsi vedere. Non da un salotto nobiliare, non dalle pagine di un libro di storia, ma dallo spazio pubblico, quello di tutti.

È la statua di Giulia di Barolo.
Una figura che la città ha continuato a sentire, anche quando il tempo sembrava averla nascosta. Moglie, marchesa, benefattrice e riformatrice sociale, ma soprattutto una donna che ha scelto di prendersi cura, ascoltando chi viveva ai margini, entrando dove nessuno osava entrare.

Una presenza che non ha mai smesso di abitare la città

Giulia Colbert Falletti di Barolo non è una figura da incorniciare nel passato ma è una delle pagine più intense della Torino dell’Ottocento, tanto da attrarre l’attenzione anche di storici e biografi.

Ricca aristocratica, moglie del più ricco aristocratico del Regno di Sardegna, divenuta marchesa, ma soprattutto benefattrice e riformatrice sociale: una donna che scelse di prendersi cura, in un tempo in cui farlo davvero significava esporsi, sporcarsi le mani, entrare dove nessuno voleva entrare.
Il suo palazzo si affacciava su via Corte d’Appello, dove Giulia di Barolo sentiva risuonare ile grida delle donne rinchiuse nelle carceri femminili. È qui che lei, sensibile a quel dolore, iniziò a conoscere da vicino le vite di chi era stato privato della libertà, intuendo l’urgenza di un’umanità più attenta e rispettosa. Giulia entrava nelle carceri, ascoltava le donne detenute, ne immaginava un futuro possibile. Pensava all’istruzione, al lavoro, alla dignità come diritti, non come concessioni.
E lo fece con una visione sorprendentemente moderna: non assistenza, ma riscatto.

Quando Torino fu messa a ferro e fuoco, molti le consigliarono di fuggire. Lei scelse di restare.
Ogni giorno apriva le porte del suo palazzo per la mensa dei poveri, nutrendo chi aveva fame e speranza in egual misura.
Ogni sera, nel celebre Salotto Barolo, accoglieva ecclesiastici, politici e diplomatici, discutendo dei problemi della città che stava rapidamente trasformandosi: l’industrializzazione richiamava dalle campagne uomini e donne in cerca di lavoro, molti dei quali finivano costretti a vivere di sotterfugi.
Giulia osservava tutto, ascoltava, prendeva appunti silenziosi: la sua era una presenza che univa cura concreta e lungimiranza sociale, nel cuore di una Torino che cambiava in fretta.

Torino, per molto tempo, l’ha ricordata in silenzio. Oggi sceglie di renderla visibile.

Una statua, finalmente. E non è solo un monumento

Dal 17 gennaio, una statua in bronzo dedicata a Giulia di Barolo verrà inaugurata all’esterno di Palazzo Barolo. Non in una piazza qualsiasi, ma nel luogo che più di ogni altro racconta la sua vita e il suo pensiero.

La marchesa di Barolo è scomparsa il 19 gennaio del 1864, quindi la sua stata arriva proprio nel periodo che ricorda i 162 anni dalla sua morte.


Non una posa celebrativa, ma una relazione. Un gesto semplice, potentissimo.

L’iniziativa nasce da Opera Barolo, l’ente che custodisce e rinnova l’eredità della marchesa, con il sostegno della Città di Torino e della famiglia Abbona, legata alla storia dei Marchesi di Barolo e al vino che porta quel nome nel mondo. L’opera è illuminata per essere un riferimento anche nella notte – una metafora più che adeguata – grazie al contributo di Iren.

È solo una statua?
Potrebbe sembrare così, a uno sguardo distratto.
In realtà è molto di più: è una presa di posizione.
Torino sceglie di raccontare una donna attraverso ciò che ha fatto per gli altri, in un tempo in cui l’individualismo sembra parlare più forte di tutto il resto.

Ritratto-di-Giulia-Barolo-di-Luigi-Bernero-1810-Museo-Giulia-Barolo
Ritratto-di-Giulia-Barolo-di-Luigi-Bernero-1810-Museo-Giulia-Barolo
Giulia di Barolo - living history
Giulia di Barolo nell’interpretazione del living history @Tryatrip 2026

Cosa resta oggi di Giulia di Barolo

Resta molto più di quanto si pensi.

Resta Palazzo Falletti di Barolo, che Giulia lasciò in eredità affinché continuasse a essere uno spazio vivo, utile, aperto. Oggi il palazzo è un luogo di cultura, di memoria, di educazione: qui convivono il MUSLI – Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia, le visite al Piano Nobile, i percorsi dedicati alla sua storia.

Resta soprattutto Opera Barolo, che ancora oggi lavora nel solco tracciato da Giulia e dal marito Tancredi: welfare, educazione, inclusione, attenzione alle fragilità.
E accanto al palazzo, nel Distretto Sociale Barolo, quella visione prende forma ogni giorno attraverso associazioni, volontari, servizi per le persone più vulnerabili.

Non un’eredità da custodire sotto vetro, ma un’eredità che cammina.

Un calendario per celebrare, ma soprattutto per capire

L’inaugurazione della statua non è un gesto isolato. È l’inizio di un percorso.

Dal 17 gennaio prende vita un calendario di eventi che invita a entrare nella storia di Giulia, non da spettatori, ma da ospiti:

  • La cerimonia di inaugurazione della statua, momento pubblico e condiviso, nel cuore della città
  • Visite guidate speciali al Piano Nobile di Palazzo Barolo SABATO 17 GENNAIO ORE 15 / 16 / 17 / 18 – Visite guidate al piano nobile di Palazzo Barolo dedicate alla figura di Giulia di Barolo (durata 1 ora).
  • Sulle orme di Giulia di Barolo: SABATO 17 GENNAIO ORE 15 / 15.30 / 16 – (durata 1h30m). Una passeggiata gratuita che ha inizio di fronte a Palazzo Barolo e prosegue al Distretto Sociale Barolo di via Cottolengo, scoprendo i luoghi del servizio della marchesa al mondo carcerario e le testimonianze degli ordini religiosi fondati da Giulia e Carlo Tancredi: le suore di Sant’Anna e le Figlie di Gesù Buon Pastore.
  • Tè a palazzo: SABATO 17 GENNAIO ORE 15.30 / 17 (durata 1h30m)
  • Living History SABATO 17 GENNAIO ore 21:00, costumi, luci, voci riportano Giulia e Tancredi nelle loro stanze. Ballo storico con la Società di Danza Torinese e i rievocatori dell’Associazione Le vie del tempo.

Fermatevi, osservate, ascoltate.

Gli eventi proseguono anche nei giorni successivi all’inaugurazione, fino a lunedì 19 gennaio quando ricorre l’anniversario della morte della marchesa.

calendario eventi inaugurazione statua di Giulia di Barolo

Perché questa storia ci riguarda ancora

Perché Giulia di Barolo non è solo una figura del passato.
È una domanda aperta sul presente.

In una città in cui i monumenti parlano quasi sempre al maschile, una donna finalmente prende spazio. E lo fa senza retorica, senza trionfalismi. Lo fa come ha sempre vissuto: con discrezione, con fermezza, con umanità.

Passando da Palazzo Barolo, da gennaio, non vedremo solo una statua.
Vedremo un invito.

A ricordare che la cura può essere rivoluzionaria, che la memoria può essere viva, che alcune donne, anche dopo secoli, continuano a indicarci una direzione.

Come si può non amare una donna così?
Una donna che aveva tutto e avrebbe potuto restare nei suoi agi, al riparo, distante.
E invece ha scelto di ascoltare. Di fermarsi. Di raccogliere il grido di chi viveva di fronte a lei, dietro le sbarre.
Uno sguardo profondamente femminile, capace di non voltarsi dall’altra parte.

Scalone di palazzo barolo a torino
Scalone d’ingresso di Palazzo Barolo a Torino

Come raggiungere Palazzo Barolo

Palazzo Falletti di Barolo si trova in via delle Orfane 7/A a Torino, nella zona del Quadrilatero Romano.
L’ideale è raggiungerlo a piedi, attraversando le strade del quartiere che, di sera, si anima di una frizzante movida, grazie alla presenza di diversi locali.
Per chi arriva a Torino in auto, nella zona sono disponibili due parcheggi sotterranei a pagamento:

  • Parcheggio Filiberto, il più vicino a Palazzo Barolo, si tratta di un parcheggio coperto multipiano gestito da Apcoa, situato in Piazza Emanuele Filiberto, 14, 10122 Torino TO
  • Parcheggio Santo Stefano parcheggio multipiano sotterraneo gestito da GTT, meno caro del Parcheggio Filiberto. Il parcheggio è comodo anche per visitare il Duomo e il Museo Egizio, per cenare/pranzare. Il parcheggio si trova in Via Porta Palatina, 15, 10122 Torino TO a ridosso di Piazza IV Marzo.
Tryatrip Family

Non perderti questi consigli!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.


Commenti

5 risposte a “Torino celebra Giulia di Barolo – simbolo di umanità”

  1. Molto interessante la storia di questa marchesa, figura determinante nella storia di questa famiglia, che ha lasciato un’eredità non da poco. Bello, non conoscevo minimamente questa donna, che ancora una volta ha messo il rilievo il ruolo delle donne nella storia e ci conferma che molte di loro non erano solo soprammobili, come comunemente si suole pensare.
    Tra l’altro il palazzo deve essere qualcosa di spettacolare, mi appassionano molto questi luoghi cosi particolari, intensi e ricchi di storia.
    Grazie per questi bellissimi spunti, se dovessi tornare a Torino, ci farò un pensierino.

  2. Nessuno mi ha parlato di questo palazzo, per cui le volte che sono stata a Torino non rientrava nel mio percorso di visita. La prossima volta non me lo lascio certo scappare. Chi mi segue sa che sono appassionata di dimore storiche, e se sono legate a nomi di grandi donne del passato meglio ancora.

    1. Fai bene ad appuntartelo, oltre ad essere un gioiello architettonico, conserva storie di incredibile fascino

  3. Non conoscevo la storia di questa marchesa ma mi è piaciuta molto. Davvero una figura di spicco nel mondo maschile dell’ottocento, merita sicuramente una celebrazione. Grazie anche di avermi fatto scoprire il palazzo, prossima volta a Torino lo cercherò.

    1. Giusto oggi ricorre l’anniversario della morte di Giulia di Barolo, e si sta pensando di chiedere all’Unesco di creare il chilometro della carità da Palazzo Barolo al Cottolengo , un’area della città di Torino con una concentrazione di figure caritatevoli he non ha uguali: da Giulia di Barolo a Don Bosco, da Cottolengo a Cafasso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *