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Trattoria Balin Castell’Apertole: dove il Piemonte più autentico incontra la magia delle risaie

Tra Vercelli e il Canavese esiste un angolo di Piemonte che molti attraversano senza immaginare ciò che nasconde.

Le risaie si allungano fino all’orizzonte, l’acqua riflette il cielo e il tempo sembra seguire un ritmo diverso.

Nel mezzo di questo paesaggio sospeso appare Castell’Apertole, una minuscola frazione di Livorno Ferraris che emerge dalla pianura come un borgo fuori dal tempo.

È qui, nel cuore di quella che sembra una piccola Terra di Mezzo piemontese, che si trova la Trattoria Balin, un indirizzo diventato negli anni punto di riferimento per chi cerca la cucina autentica del territorio.

È qui che da quasi mezzo secolo vive una delle storie gastronomiche più affascinanti del Piemonte.

La storia di Balin: il coraggio di lasciare tutto per inseguire una visione

La storia del ristorante nasce nell’estate del 1977 ed è una storia che merita di essere raccontata perché parla di coraggio, ostinazione e intuizione.

Angelo Silvestro, conosciuto da tutti come Balin, passava casualmente davanti a quella che allora era una vecchia osteria chiusa da anni, l’antica “Osteria da Ciccio”. All’epoca lavorava in banca, ma coltivava il sogno di aprire un ristorante tutto suo. Quel luogo sperduto tra le risaie esercitò su di lui un richiamo irresistibile.

Non fu una scelta semplice. Il proprietario dell’immobile cercò addirittura di scoraggiarlo ricordandogli i numerosi fallimenti che si erano susseguiti in quella stessa struttura. Anche la famiglia non vedeva di buon occhio l’idea di abbandonare un posto sicuro per inseguire un progetto tanto incerto.

Ma proprio da quella testardaggine piemontese nasce il Balin.

Il 31 dicembre 1977 prende ufficialmente il via l’avventura. All’inizio Angelo lavora quasi da solo, aiutato dalla nonna Mina, che rimarrà al suo fianco fino all’incredibile età di 103 anni. Poco dopo arrivano il padre Alberto, la madre Maria Pia, custode delle ricette tradizionali piemontesi, e successivamente la moglie Anna. Dal 2004 entra stabilmente anche la figlia Francesca, oggi protagonista della sala, della cantina e del mondo dei dessert.

Quella che era nata come una scommessa si è trasformata in uno dei ristoranti più apprezzati del territorio vercellese, tanto da essere oggi segnalato dalla Guida Michelin, riconoscimento che conferma il valore di una cucina profondamente radicata nel territorio.

Castell’Apertole, il regno delle Grange

Per comprendere davvero la cucina del Balin bisogna capire il luogo che la circonda.

Castell’Apertole fa parte dell’antico sistema delle Grange vercellesi, grandi aziende agricole sviluppate dai monaci cistercensi durante il Medioevo. Per secoli queste terre sono state modellate dall’acqua, dall’agricoltura e dalla coltivazione del riso.

Ancora oggi il paesaggio conserva qualcosa di profondamente evocativo.

In primavera, quando le risaie vengono allagate, il cielo si riflette nell’acqua creando un orizzonte quasi infinito. Le cascine sembrano galleggiare e il tempo assume un ritmo diverso.

Qui la terra e l’acqua convivono da secoli.

Ed è proprio da questo equilibrio che nasce la cucina del Balin.

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Ingresso Trattoria Belin a Castell Apertole @Tryatrip 2026
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Trattoria Belin a Castell Apertole – dove mangiare tra le risaie del vercellese @Tryatrip 2026

Una tavola che parla la lingua delle risaie

Al Balin non si mangia semplicemente bene. Si assaggia il territorio.

Ogni piatto racconta la pianura vercellese e il rapporto millenario tra l’uomo e il riso.

Le varietà storiche coltivate nelle campagne circostanti diventano protagoniste di una cucina che valorizza la tradizione senza restarne imprigionata.

Tra gli antipasti non può mancare il grande classico della cucina piemontese: il vitello tonnato, preparato secondo una filosofia che privilegia equilibrio ed eleganza.

Accanto a lui trovano spazio salumi del territorio, battute di Fassona e preparazioni che seguono il ritmo delle stagioni.

Ma è quando arrivano i risotti che il racconto raggiunge il suo momento più intenso.

Il simbolo della casa è il celebre risotto servito nella forma di Parmigiano. La mantecatura avviene direttamente all’interno della grande forma, dove il riso assorbe aromi e profumi trasformandosi in una crema avvolgente e perfettamente equilibrata.

Vederlo arrivare in sala è già uno spettacolo.

Assaggiarlo, circondati dalle stesse risaie dalle quali proviene il riso che si trova nel piatto, è un’esperienza che restituisce un senso autentico alla parola territorialità.

Qui non si parla di chilometro zero come slogan. Qui il territorio è realmente davanti agli occhi.

Palazzo Chiablese, la residenza nascosta tra le risaie

Una visita a Castell’Apertole merita di essere completata con una passeggiata nei dintorni della borgata.

Poco distante sorge il suggestivo Palazzo Chiablese di Castell’Apertole, antica residenza di caccia sabauda costruita nel Settecento. La tradizione racconta che fosse frequentata da Carlo Felice di Savoia, che amava trascorrere qui periodi lontano dalla corte.

Immerso nel verde e circondato dalle risaie, il palazzo aggiunge ulteriore fascino a una località che sembra custodire segreti e storie dimenticate.

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Frazione Castell Apertole @Tryatrip 2026
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Il piccolo cimitero rotondo di Castell Apertole @Tryatrip 2026

Il piccolo cimitero rotondo: uno dei luoghi più misteriosi del Piemonte

C’è però un luogo che più di ogni altro contribuisce a rendere Castell’Apertole unica.

Lungo la strada che conduce verso Livorno Ferraris si incontra infatti uno dei luoghi più insoliti del Piemonte: il piccolo cimitero circolare di Castell’Apertole.

Quando le risaie sono allagate appare come un’isola sospesa sull’acqua.

Nessuno conosce con precisione il motivo della sua forma perfettamente rotonda, una rarità assoluta in una pianura dominata da linee rette e geometrie agricole. Il piccolo camposanto, oggi abbandonato e sconsacrato, continua ad alimentare racconti, misteri e suggestioni.

Avvicinarsi a quel cerchio di mattoni immerso nel silenzio delle risaie significa entrare in una dimensione quasi irreale. Non fa paura. Trasmette piuttosto una strana sensazione di pace e sospensione.

Esattamente come tutto ciò che circonda Castell’Apertole.

Perché vale il tuo tempo

In Piemonte esistono tanti ottimi ristoranti. Pochi, però, riescono a offrire contemporaneamente cucina, storia, paesaggio e identità come la Trattoria Balin di Castell’Apertole.

Qui il viaggio gastronomico non inizia quando ci si siede a tavola. Comincia molto prima, lungo le strade che attraversano il “mare a quadretti” delle risaie vercellesi.

È il racconto di una famiglia che ha avuto il coraggio di inseguire un sogno contro ogni previsione.

È la celebrazione di una cultura agricola che continua a vivere nel piatto.

È un piccolo angolo di Piemonte autentico, lontano dalle rotte più battute, dove ogni risotto racconta il territorio e ogni pietra conserva una storia.

E quando, dopo pranzo, si torna a percorrere le strade immerse tra acqua e campi, si ha la sensazione di aver scoperto non solo un ristorante, ma uno di quei luoghi rari che restano nella memoria molto più a lungo del sapore di un piatto.

Come arrivare a Castell’Apertole da Torino e Milano

Uno dei grandi pregi della Trattoria Balin è la sua capacità di farti sentire lontano da tutto pur rimanendo facilmente raggiungibile dalle principali città del Nord Italia.

Da Torino bastano poco più di cinquanta minuti d’auto percorrendo l’autostrada A4 in direzione Milano con uscita a Santhià, per poi proseguire verso Livorno Ferraris e Castell’Apertole attraverso un paesaggio sempre più rurale.

Da Milano, invece, il viaggio richiede circa un’ora e un quarto lungo la A4 in direzione Torino. Gli ultimi chilometri sono probabilmente i più affascinanti: le grandi arterie lasciano spazio alle strade che attraversano le risaie del Vercellese, tra canali, cascine storiche e specchi d’acqua che nelle stagioni di sommersione trasformano la pianura in un paesaggio quasi surreale. È proprio questo lento passaggio dalla città alla campagna a preparare il viaggiatore all’esperienza che lo attende, rendendo il pranzo o la cena al Balin parte integrante di una piccola fuga nel Piemonte più autentico.

Cosa vedere nei dintorni: una giornata tra risaie, abbazie e borghi nascosti

Una sosta alla Trattoria Balin può facilmente diventare il momento centrale di una giornata alla scoperta del Vercellese più autentico.

I dintorni di Castell’Apertole custodiscono infatti luoghi sorprendenti, ancora poco conosciuti dal turismo di massa, dove storia, natura e cultura del riso si intrecciano da secoli. A pochi chilometri si trova ad esempio il suggestivo Principato di Lucedio, antica abbazia cistercense che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della risicoltura piemontese e nella trasformazione del paesaggio che oggi caratterizza queste terre.

Se vuoi approfondirne la storia, puoi leggere il nostro articolo dedicato Principato di Lucedio: abbazia, risaie e leggende in Piemonte.

Chi desidera proseguire l’esplorazione può invece dirigersi verso Livorno Ferraris e Bianzè, due centri ricchi di testimonianze storiche, curiosità e scorci che raccontano l’anima più autentica della pianura vercellese.

Tra antiche cascine, chiese, percorsi rurali e paesaggi modellati dall’acqua, questa parte del Piemonte regala un’esperienza lenta e sorprendente, lontana dagli itinerari più frequentati. Per organizzare la visita puoi trovare spunti e approfondimenti nella guida dedicata a Bianzè e Livorno Ferraris: viaggio tra storia e comunità.

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Le risaie vercellesi – scenari agricoli identitari @Tryatrip 2026
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La sede del MAVO – Museo Archeologico del Vercellese Occidentale, a Livorno Ferraris @Tryatrip 2026

In questo modo il pranzo o la cena al Balin non rappresentano soltanto una tappa gastronomica, ma diventano parte di un itinerario più ampio capace di raccontare l’identità profonda del territorio: quella delle risaie, delle abbazie, delle grandi cascine e dei piccoli borghi che continuano a custodire storie straordinarie nel cuore del Piemonte.

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Commenti

Una risposta a “Trattoria Balin Castell’Apertole: dove il Piemonte più autentico incontra la magia delle risaie”

  1. Ho trovato particolarmente interessante la storia di Angelo “Balin” e di come sia nato il ristorante, partendo dalla scelta non proprio scontata di lasciare un lavoro sicuro per seguire un’intuizione. Anche il legame con il territorio di Castell’ Apertole è raccontato bene, le Grange, le risaie e la tradizione agricola vercellese aiutano a capire da dove arrivi una cucina così legata alle proprie origini. Una lettura piacevole per conoscere non solo un ristorante, ma anche un pezzo della storia e della tradizione gastronomica del territorio vercellese.

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