Dopo aver raccontato la Zanzibar che abbiamo vissuto nel nostro articolo Zanzibar? Non era quello che credevo, qualche informazione pratica può essere utile per organizzare il viaggio.
Perché Zanzibar è un’isola, ma non è una destinazione in cui tutto è necessariamente semplice come potrebbe sembrare guardando la mappa.
Dove si trova l’aeroporto di Zanzibar?
L’aeroporto internazionale di Zanzibar è l’Abeid Amani Karume International Airport (ZNZ), conosciuto anche come Kisauni Airport.
Si trova sull’isola di Unguja, nella parte occidentale, a pochi chilometri da Stone Town. È quindi molto comodo se volete visitare la città, mentre per raggiungere le località balneari bisogna mettere in conto un trasferimento in auto.
Per esempio, da Stone Town l’aeroporto è a circa 15-20 minuti in condizioni normali, mentre per raggiungere le località del nord come Nungwi il viaggio è decisamente più lungo (un’ora e mezza o più).
Ed è proprio qui che abbiamo capito una cosa: a Zanzibar le distanze sulla carta possono essere molto diverse dai tempi reali di percorrenza.
Le strade attraversano villaggi, ci sono tratti trafficati e il ritmo della circolazione può essere piuttosto lento in coincidenza di feste dei villaggi, mercatini o anche se piove.
Come arrivare a Zanzibar dall’Europa
Raggiungere Zanzibar dall’Europa è abbastanza comodo.
Esistono infatti diversi voli diretti stagionali dall’Europa, anche se gli operativi cambiano in base al periodo dell’anno.
Dalla Francia, per esempio, ci sono collegamenti diretti da Parigi con Air France; dall’Olanda da Amsterdam con KLM e TUI Fly. Esistono inoltre collegamenti diretti stagionali o annuali da città come Francoforte, Londra, Madrid e Zurigo.
Dall’Italia esiste una soluzione particolarmente interessante perché Neos collega direttamente Zanzibar con diversi aeroporti italiani. Attualmente risultano collegamenti da Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Bari e Catania, mentre Verona è servita stagionalmente.
Noi abbiamo raggiunto Zanzibar da Arusha con volo domestico in meno di un’ora e siamo rientrati a casa con volo diretto su Parigi (ci vogliono circa 10 ore di volo), operato da Air France e poi da Parigi a Torino.
L’assicurazione obbligatoria per entrare a Zanzibar
Questa è una delle cose da sapere prima di partire.
Dal 1° ottobre 2024, Zanzibar richiede ai visitatori stranieri una Mandatory Inbound Travel Insurance, cioè una copertura assicurativa obbligatoria per l’ingresso nell’arcipelago.
La polizza viene emessa dalla Zanzibar Insurance Corporation (ZIC) e può essere acquistata online prima della partenza.
Noi abbiamo scelto la formula familiare cumulata, così da avere una sola pratica per tutti.
È una di quelle cose che è molto meglio sistemare da casa.
Se infatti arrivate a Zanzibar senza averla acquistata, non significa necessariamente che dobbiate tornare indietro: la polizza può essere acquistata anche all’arrivo.
Ma significa fermarsi, fare la procedura e mettersi in coda appena sbarcati.
E dopo un volo intercontinentale, con bagagli e trasferimento verso il proprio hotel ancora da affrontare, sinceramente preferisco avere già tutto in ordine.
La cosa importante è quindi non considerarla una normale assicurazione facoltativa: fa parte dei requisiti di ingresso a Zanzibar. Prima della partenza è sempre opportuno verificare le condizioni aggiornate direttamente sul portale ufficiale della Zanzibar Insurance Corporation.
E attenzione a un’altra cosa: questa copertura obbligatoria non dovrebbe essere considerata automaticamente un sostituto della propria assicurazione viaggio completa. Per un viaggio in Tanzania noi valutiamo sempre anche una copertura personale più ampia, soprattutto per spese mediche, assistenza e imprevisti di viaggio.

Dove dormire a Zanzibar: scegliere l’hotel in base all’esperienza
A Zanzibar scegliere dove dormire non significa soltanto scegliere un bel resort con piscina e accesso al mare.
Significa scegliere quale Zanzibar vivere.
Il nord, la costa est, Kendwa, Matemwe o la zona di Stone Town offrono esperienze molto diverse e, se avete intenzione di muovervi sull’isola per scoprirla, anche la posizione può fare la differenza.
Noi abbiamo scelto Nungwi, all’estremità nord dell’isola, e abbiamo soggiornato al Nungwi Dreams by Mantis.


Nungwi Dreams by Mantis
È un resort boutique fronte mare, con un’architettura contemporanea che inserisce elementi swahili e arabi e una posizione più tranquilla rispetto alla parte più animata di Nungwi. La struttura dispone di accesso diretto alla spiaggia e di un paio di piscine infinity affacciate sull’Oceano Indiano.
Per noi è stata una scelta particolarmente comoda perché ci ha permesso di avere il mare a pochi passi, svegliarci ed avere subito l’oceano negli occhi, camere confortevoli, servizi di ottimo livello.
E soprattutto non abbiamo avuto la sensazione di essere semplicemente chiusi dentro un resort.
Uscivamo, camminavamo sulla spiaggia, seguivamo il ritmo delle maree e abbiamo sembre raggiungo facilmente le esperienze che volevamo vivere, grazie al driver privato.
Altri indirizzi da considerare
Se cercate un soggiorno di fascia alta, Zanzibar offre diverse possibilità interessanti, ma con caratteristiche molto differenti.
A Kendwa, per esempio, c’è Zuri Zanzibar, un resort dal design contemporaneo immerso in giardini tropicali, affacciato su una delle zone più conosciute della costa nord. È una scelta interessante per chi cerca un lusso più ricercato e un’atmosfera curata.
Sempre nel nord, a Nungwi, accanto all’hotel in cui abbiamo pernottato noi, c’è Essque Zalu Zanzibar, caratterizzato da un’architettura importante, grandi spazi verdi, suite e ville. La struttura dispone di 40 suite e 8 ville e punta molto sul rapporto tra resort, giardini e Oceano Indiano.
Per un’esperienza ancora più esclusiva, a Kendwa si trova Kilindi Zanzibar, composto da ville private e pensato per un soggiorno molto più appartato.
Se invece volete combinare lusso e storia, una possibilità diversa è soggiornare a Stone Town, per esempio al Park Hyatt Zanzibar. In questo caso la scelta non è tanto quella di avere la classica vacanza balneare, quanto quella di dormire nel cuore della città storica e utilizzarla come punto di partenza per esplorare la parte culturale dell’isola.
E poi ci sono le strutture più appartate della costa est e sud, dove il rapporto con il mare e la natura diventa ancora più protagonista.
La scelta, quindi, dipende soprattutto da che cosa cercate da Zanzibar.
Se volete mare e vita locale, Nungwi e Kendwa sono una buona base.
Se cercate tranquillità e un resort immerso nella natura, la costa est offre un’atmosfera diversa. Se invece la priorità è la storia, oppure la vicinanza con l’aeroporto, Stone Town merita almeno qualche notte.
Noi, dovendo scegliere una sola base, siamo stati felici di aver scelto Nungwi.
Come muoversi a Zanzibar?
Qui abbiamo scelto la soluzione che per noi si è rivelata più comoda: un driver privato.
Non abbiamo noleggiato un’auto e, ripensandoci, è stata una scelta che rifaremmo.
A Zanzibar si guida a sinistra e le condizioni della strada, il traffico nei centri abitati, i rallentamenti e i numerosi attraversamenti dei villaggi rendono gli spostamenti molto diversi da quelli a cui siamo abituati in Europa.
Il nostro driver non era semplicemente “quello che ci portava da un posto all’altro”.
Era una persona che conosceva l’isola.
E questa differenza, in alcuni momenti, si è sentita parecchio.
Quando c’era traffico, sapeva quale strada prendere. Quando un percorso era congestionato, conosceva alternative che noi non avremmo mai potuto individuare.
È un vantaggio che non si vede quando si prenota un’auto, ma che si apprezza moltissimo quando si è effettivamente sull’isola.
A Zanzibar, infatti, non basta guardare i chilometri.
Una distanza che sulla carta sembra breve può richiedere molto più tempo del previsto proprio per le condizioni della viabilità.
Per questo, se avete intenzione di alternare spiagge, Stone Town, escursioni e altre zone dell’isola, un driver privato può essere una soluzione particolarmente comoda, soprattutto se viaggiate in famiglia.
I taxi sono molto utilizzati dai turisti, ma normalmente non hanno il tassametro e il prezzo va concordato prima della partenza. Esistono anche i dala-dala, i mezzi di trasporto locali, decisamente più economici ma meno adatti se avete poco tempo o dovete spostarvi con i bagagli.
Noi abbiamo scelto semplicemente di non perdere tempo a contrattare ogni spostamento.
Avevamo un driver.
Sapevamo chi sarebbe venuto a prenderci.
E soprattutto sapevamo di poterci affidare a qualcuno che conosceva davvero l’isola.
Per noi, anche questo fa parte del lusso del viaggio: non avere necessariamente tutto sotto controllo, ma sapere a chi affidarsi.
Quale valuta usare a Zanzibar?
La valuta ufficiale di Zanzibar, come nel resto della Tanzania, è lo scellino tanzaniano (TZS). Per le piccole spese è quindi utile avere con sé un po’ di contante in valuta locale, soprattutto nei mercati, per piccoli acquisti, taxi, guide e attività locali.
Carte di credito e debito sono invece normalmente accettate negli hotel, nei ristoranti più strutturati e nelle principali attività turistiche, anche se possono essere applicate commissioni. Gli ATM si trovano soprattutto nelle zone più turistiche e a Stone Town, mentre all’aeroporto sono disponibili anche servizi per il cambio valuta.
Dal 2025 la normativa tanzaniana consente ai turisti di effettuare pagamenti anche in valuta estera, ma lo scellino rimane la valuta ufficiale del Paese.
E le mance? Qui parliamo della nostra esperienza: a Zanzibar abbiamo trovato ben accette sia le mance in dollari sia quelle in euro. Per questo, oltre agli scellini per le piccole spese quotidiane, può essere comodo avere qualche banconota di piccolo taglio in euro o dollari proprio per le mance.
Il nostro consiglio? Non partire contando di usare solo la carta. Avere un po’ di contante con sé rende il viaggio più semplice, soprattutto quando ci si allontana dalle strutture turistiche.
Vaccinazioni: cosa sapere prima di partire per Zanzibar e Tanzania
Prima di un viaggio a Zanzibar e in Tanzania è consigliabile verificare la propria situazione vaccinale e valutare con il medico eventuali vaccinazioni o profilassi in funzione dell’itinerario e del tipo di soggiorno, come indicato dal Ministero della Salute italiano. Per quanto riguarda la malaria, può essere valutata con il medico una profilassi farmacologica, ad esempio con Malarone (atovaquone/proguanile), tenendo conto delle aree effettivamente visitate e del rischio individuale.
Nel nostro itinerario, concentrato sul safari nei parchi del Nord della Tanzania, dove il rischio viene generalmente considerato molto basso, abbiamo scelto di non effettuare la profilassi antimalarica né vaccinazioni aggiuntive. Ci siamo invece dotati di repellenti specifici per zone tropicali, utilizzati soprattutto durante la parte del viaggio nel continente.
Anche il vaccino contro la febbre gialla non è obbligatorio in tutti i casi: l’eventuale requisito dipende dal Paese di provenienza e dall’itinerario seguito. Prima di partire consigliamo comunque di rivolgersi ai servizi sanitari della propria Regione: in Piemonte, ad esempio, le ASL dispongono di Centri di Medicina dei Viaggi, dove è possibile ricevere una consulenza personalizzata, avere indicazioni sulla profilassi antimalarica e prenotare le eventuali vaccinazioni necessarie.






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