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Dietro le quinte di una destinazione: il Piemonte incontra la Polonia

Cosa c’è dietro un viaggio, prima ancora che qualcuno salga su un aereo e scelga una destinazione?

Ci sono persone, relazioni, incontri, telefonate, itinerari da costruire, operatori da mettere in contatto. Ci sono hotel, ristoranti, cantine, musei, trasporti, guide, tour operator. E ci sono soprattutto tante professionalità diverse che devono imparare a raccontare un territorio con una voce il più possibile comune.

È questo il lato del viaggio che abbiamo avuto la possibilità di vedere da vicino partecipando a “Torino for Poland – Taste, Culture & Business Experience”, il primo educational internazionale organizzato da Destination Torino per il mercato polacco.

Siamo stati invitati ad accompagnare la delegazione di agenti di viaggio polacchi nel giro in Monferrato e Langhe, con un compito che per noi è particolarmente naturale: documentare visivamente questa esperienza e raccontare quello che succede quando due territori si incontrano.

Ma questa volta abbiamo fotografato anche qualcosa che normalmente non si vede.

Il lavoro che c’è dietro una destinazione.

Dalla Bassa Slesia al Piemonte: il viaggio comincia dalla tavola

Il nostro coinvolgimento nel progetto era iniziato già con l’arrivo della delegazione istituzionale della Bassa Slesia, arrivata in Piemonte portando con sé non soltanto i suoi rappresentanti, ma anche un assaggio della propria identità.

Vini, formaggi, miele e prodotti fermentati sono diventati il modo più immediato per presentare un territorio.

Abbiamo ascoltato raccontare i produttori locali con una passione che ci è sembrata familiare.

Perché, alla fine, parlare di un territorio attraverso ciò che si mangia e si beve è uno dei modi più potenti per farlo conoscere.

Da una parte la Bassa Slesia che raccontava le proprie eccellenze. Dall’altra il Piemonte pronto a fare lo stesso.

E intorno a quella tavola abbiamo iniziato a vedere la vera dimensione del progetto: non un semplice educational, ma un incontro tra filiere.

Quando il turismo diventa un lavoro di squadra

Attorno al progetto si sono incontrati professionisti molto diversi: agenti di viaggio e tour operator, rappresentanti dell’aeroporto di Torino, operatori dell’accoglienza, realtà dell’enogastronomia, organizzatori e anche noi blogger e content creator.

Destination Torino, consorzio promosso da Federalberghi Torino, in appena 18 mesi ha riunito oltre 100 consorziati tra strutture ricettive, agenzie di viaggio e tour operator, location, organizzatori di eventi, società di trasporto, ristoranti e altre realtà del territorio, rappresentando più di 8.500 posti letto nella provincia torinese.

Numeri che aiutano a capire una cosa importante: Una destinazione non è un luogo. È una rete.

E più la osservavamo da vicino, più ci interessava proprio questo aspetto.

Siamo abituati a raccontare il viaggio dal punto di vista di chi parte: scegliamo un luogo, lo attraversiamo, fotografiamo quello che ci colpisce e proviamo a restituirne l’atmosfera.

Qui, invece, abbiamo avuto la possibilità di guardare dall’altra parte dell’obiettivo.

Abbiamo visto il lavoro di regia necessario per fare incontrare domanda e offerta internazionale, costruire itinerari, creare relazioni B2B e mettere insieme esperienze che, prese singolarmente, raccontano soltanto una parte del tutto. È un lavoro di tessitura. E questa volta ci siamo trovati anche noi dentro quella trama.

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Destination Torino organizza il primo Educational per agenti di viaggio internazionali @Tryatrip 2026
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Destination Torino porta gli agenti di viaggio polacchi al castello Grinzane Cavour @Tryatrip 2026
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Destination Torino porta gli agenti di viaggio polacchi a Casa Martini @Tryatrip 2026

Dalla Polonia a Torino, e da Torino al Piemonte

L’educational dedicato agli operatori polacchi nasce da una ragione molto concreta: rendere più forte il collegamento tra un mercato internazionale in crescita e un territorio che ha molto da offrire.

Il programma porta in Piemonte 11 tour operator e agenzie di viaggio polacchi e combina visite esperienziali e incontri B2B con gli operatori locali. Tra le tappe torinesi ci sono il Museo Egizio, Palazzo Reale, MAUTO, Casa Martini, Pinacoteca Agnelli e Museo Lavazza, insieme a workshop, incontri professionali ed esperienze gastronomiche.

Ma il progetto non si ferma a Torino.

Perché il vero potenziale sta proprio nella possibilità di collegare la città con il territorio che la avvolge.

Torino come porta d’ingresso. Piemonte come esperienza.

E qui entrano in gioco il Monferrato e le Langhe.

Il Monferrato: un territorio da vivere, non da attraversare

Prima tappa della giornata: Cocconato d’Asti, un borgo splendido sulle colline del Monferrato a meno di un’ora da Torino.

Nel Monferrato, gli operatori polacchi hanno potuto conoscere alcune delle realtà che rendono questo territorio interessante per il turismo internazionale: hanno assaggiato vini e prodotti locali, visitato luoghi dell’accoglienza e scoperto esperienze da proporre ai propri clienti, dal picnic tra le vigne ai tour in e-bike.

Ma soprattutto hanno potuto vivere il ritmo di questo territorio: sedersi su una terrazza naturale, nella brezza della Riviera Monferrina, osservare le colline dove boschi e vigneti si alternano e assaporare i prodotti del luogo. È questa combinazione di paesaggio, enogastronomia e tempo di qualità che può trasformare una semplice visita in un’esperienza da inserire in un itinerario dedicato al Piemonte.

E c’è un’altra possibilità che nasce proprio dalla conoscenza del territorio: scegliere di viverlo più a lungo. Il progetto coinvolge anche il mondo del real estate, mostrando agli operatori la possibilità di acquistare una proprietà in Monferrato, sia per creare la propria casa sia per sviluppare un’attività.
Un modo diverso di guardare a una destinazione: non soltanto come luogo da visitare, ma come territorio nel quale poter immaginare un futuro.

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I vigneti tipici di Cocconato d’Asti misti ad aree boschive @Tryatrip 2026
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I vigneti delle Langhe – colline Unesco @Tryatrip 2026

Le Langhe: il paesaggio del vino

Dalle colline del Monferrato ci siamo spostati nelle Langhe, fino al Castello di Grinzane Cavour, uno dei luoghi più iconici del paesaggio vitivinicolo piemontese.

Qui gli operatori polacchi hanno potuto vedere il castello e conoscere più da vicino la storia di questo territorio, ma soprattutto fermarsi davanti a uno dei suoi panorami più spettacolari: le colline ricoperte di vigneti che si perdono all’orizzonte.

E naturalmente non poteva mancare il vino. La visita è stata accompagnata da una degustazione di Barolo, un’esperienza che permette di mettere insieme ciò che si vede e ciò che si assaggia: il paesaggio delle Langhe, la cultura della viticoltura e uno dei vini piemontesi più conosciuti nel mondo.

Per gli operatori polacchi è stata quindi l’occasione di conoscere una proposta turistica in cui storia, paesaggio, vino e gastronomia convivono nella stessa esperienza. Un’altra tessera da inserire in itinerari dedicati a chi vuole scoprire il Piemonte attraverso i suoi territori e le sue eccellenze.

Ultima tappa: Casa Martini, dove il vermouth diventa esperienza

Dalle colline delle Langhe siamo tornati verso Torino per l’ultima tappa della giornata: Casa Martini, a Pessione, il luogo in cui la storia di uno dei brand piemontesi più conosciuti al mondo diventa un’esperienza da vivere.

Gli operatori polacchi hanno iniziato dalla visita al Museo Martini, per ripercorrere la storia del marchio e scoprire come il vermouth sia diventato, nel tempo, un’icona del lifestyle italiano.

Poi è arrivato il momento di mettersi alla prova con la Cocktail Academy: gli ospiti hanno potuto creare i propri cocktail, nelle versioni alcolica e analcolica, sperimentando direttamente il mondo della mixology e il gusto del vermouth, con MARTINI Vibrante nella proposta senza alcol.

A chiudere la giornata, l’apericena sulla terrazza Martini, in un’atmosfera che ha permesso agli operatori di vivere un’altra dimensione dell’ospitalità piemontese.

Anche questa tappa racconta qualcosa di importante per chi lavora nel turismo: un prodotto può diventare un’esperienza. La storia di un brand, la cultura del vermouth, la mixology e l’accoglienza si trasformano così in un’attività concreta che un tour operator può conoscere, vivere e proporre ai propri clienti.

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Degustazione di Barolo al castello Grinzane Cavour @Tryatrip 2026
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Cocktail Academy a casa Martini @Tryatrip 2026

Torino e la Polonia: la distanza si accorcia

C’è poi un altro elemento che, parlando di turismo internazionale, non possiamo ignorare: la possibilità concreta di arrivare.

La connettività aerea è infatti uno dei pilastri del progetto. Il comunicato di Destination Torino evidenzia i collegamenti diretti con la Polonia e, in particolare, le rotte Ryanair verso Cracovia e Varsavia e quelle Wizz Air verso Katowice e Breslavia.

Il documento progettuale dedicato all’educational sottolinea a sua volta il ruolo della connettività tra Polonia e Torino come elemento fondamentale per sviluppare nuovi flussi leisure e MICE.

Perché una destinazione internazionale deve avere anche una porta d’ingresso semplice.

E Torino, da questo punto di vista, può diventare il punto di partenza per scoprire molto più della città.

Destination Torino: costruire una destinazione insieme

È stato Destination Torino a realizzare questo incontro tra Piemonte e Polonia, mettendo in rete operatori, realtà dell’accoglienza, enogastronomia, esperienze e professionisti del turismo.

Noi abbiamo avuto il privilegio di partecipare, documentando il viaggio e osservandolo, questa volta, anche da un punto di vista diverso.

Siamo abituati a viaggiare, a cercare luoghi, esperienze e storie e a fotografare quello che succede davanti ai nostri occhi.

Qui abbiamo potuto vedere ciò che succede prima: il lavoro, le relazioni e la collaborazione necessari per costruire una destinazione e presentarla a un mercato internazionale.

E non abbiamo potuto non notare gli operatori polacchi prendere appunti, fare domande, assaggiare, osservare e confrontarsi durante ogni tappa.
Non stavano semplicemente visitando il Piemonte: stavano cercando di capire come trasformare ciò che stavano vivendo in esperienze da proporre ai propri clienti.

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