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Rive: il borgo della Street Art nel Vercellese

Se sei un amante della street art non dovresti perderti questo borgo nella piana vercellese.

Rive rappresenta uno dei casi più interessanti di reinterpretazione contemporanea del paesaggio rurale.

Qui, tra risaie, cascine e strade di campagna, le facciate delle case sono diventate tele sulle quali raccontare la storia di una comunità.

E la cosa sorprendente è che non siamo in una grande città.

Siamo in un piccolo paese del Vercellese.

Rive e la street art: quando un borgo racconta se stesso

L’idea di trasformare Rive attraverso la street art nasce dalla volontà della comunità di dare nuova visibilità alla propria identità agricola, raccontandola non attraverso il linguaggio tradizionale della memoria, ma con un’espressione visiva immediata, accessibile e profondamente legata al presente.

I muri delle case, delle vie e degli spazi pubblici sono diventati così tele narrative, sulle quali prendono forma murales dedicati alla vita contadina, alla coltivazione del riso, alle mondine, ai lavori nei campi e ai gesti quotidiani che hanno caratterizzato da sempre questo territorio.

L’intento è quello di ripensare il borgo in chiave contemporanea senza perdere il legame con la storia, trasformandolo in un luogo capace di dialogare con chi lo attraversa oggi.

Noi ci leggiamo una forte volontà di restare. Di farsi vedere. Di continuare a esistere dentro il cambiamento del tempo.

La street art diventa così uno strumento di rigenerazione territoriale, pensato per dare nuova vita agli spazi del paese e attirare visitatori interessati a forme di turismo lento, autentico e radicato nei luoghi.

Passeggiando tra le vie del borgo, è ormai facile incontrare turisti muniti dell’elenco dei murales da ricercare, ed è davvero bello vedere questa comunità diventare uno spazio di comunicazione.

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Custode delle acque di Giulia Pasa Frascari @Tryatrip 2026
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Il segreto di Villa Chioso di Rosmunda -Street-Art a Rive Vercellese @Tryatrip 2026

DeRIVE: quando l’arte incontra il paesaggio rurale

Il progetto nasce nel 2020 con DeRIVE – Arte Pubblica nello spazio rurale, un percorso che porta l’arte contemporanea direttamente sulle pareti del paese. Nel corso delle diverse edizioni sono arrivati a Rive artisti provenienti da varie parti d’Italia e del mondo, chiamati a confrontarsi non con una tela bianca qualsiasi, ma con un territorio preciso, fatto di risaie, acqua, cascine, lavoro agricolo e memoria.

È questo, forse, l’aspetto più interessante del progetto. Non si tratta semplicemente di decorare un piccolo paese con grandi immagini colorate. Gli artisti vengono invitati a osservare Rive e a trasformare elementi della sua identità in un racconto contemporaneo.

Il risultato è un museo a cielo aperto che non ha bisogno di biglietterie, sale espositive o percorsi delimitati. I murales sono parte delle strade, delle case e della vita quotidiana del borgo.

Nella mappa qui di fianco trovi i punti del borgo, dove c’è un muro che ha smesso di essere silenzioso.

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Mappa murales di Rive- Il borgo della street-art

I murales di Rive raccontano il riso e chi lo ha coltivato

Camminando per Rive si ritrova tutto ciò che ha costruito l’identità della pianura vercellese.

Il riso è naturalmente uno dei protagonisti, insieme all’acqua che rende possibile la coltivazione e al paesaggio delle risaie che circonda il paese. Ma nei murales compare anche il lavoro di chi per generazioni ha vissuto questa terra, trasformando la fatica agricola in una parte fondamentale della storia locale.

Tra i soggetti rappresentati ci sono le mondine, figure che appartengono all’immaginario collettivo della risaia ma che qui vengono reinterpretate attraverso linguaggi e sensibilità contemporanee.

È proprio questo dialogo tra passato e presente a rendere interessante la street art di Rive: la memoria non viene semplicemente celebrata, ma riletta.

L’acqua, elemento indispensabile della pianura

In un territorio costruito intorno alla coltivazione del riso, l’acqua non poteva che avere un ruolo centrale.

Uno dei lavori realizzati a Rive recupera infatti la figura dell’acquaiolo, l’uomo incaricato di controllare e distribuire l’acqua necessaria alle risaie. Una figura legata a un mondo agricolo che oggi rischia di apparire lontano, ma che è stata fondamentale per l’organizzazione della campagna vercellese.

Nel progetto di Rive questa memoria torna sulle pareti del paese attraverso un linguaggio completamente diverso da quello con cui veniva raccontata un tempo.

È un modo per ricordare che il paesaggio che oggi vediamo dalle strade, con le sue risaie e i suoi canali, non è semplicemente naturale: è il risultato di secoli di lavoro, gestione dell’acqua e rapporto tra uomo e territorio.

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Antiche trame di Vera Bugatti-Rive street art @Tryatrip 2026
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Frammenti di risaia di Bacchella-Caccianotti-Rive street art @Tryatrip 2026
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Rive Vercellese: il borgo della Street Art @Tryatrip 2026

Anche le leggende entrano nei murales

Non tutto ciò che viene raccontato sui muri di Rive appartiene alla storia agricola.

Tra le opere c’è anche spazio per le leggende locali, come quella legata a Villa Chioso e alle masche, le streghe della tradizione piemontese.

La leggenda racconta di queste figure che si incontravano durante la notte e che potevano essere viste mentre danzavano. Un racconto popolare che rischia di perdersi con il passare delle generazioni e che, attraverso l’arte pubblica, torna a essere parte della narrazione del paese.

È uno degli aspetti che più ci piace di questo progetto: non racconta soltanto ciò che Rive è stato, ma anche ciò che rischierebbe di essere dimenticato.

Cartogramma: Rive trasformata in una mappa

Tra i murales che meritano attenzione c’è anche Cartogramma, realizzato nel 2023 dall’artista sardo CRISA, all’anagrafe Federico Carta.

L’opera interpreta il territorio vercellese come una sorta di mappa contemporanea, nella quale l’acqua delle risaie e la vegetazione della pianura vengono trasformate in forme e colori. Compare anche un riferimento alla tradizione cistercense, attraverso la colonna dell’abbazia, insieme a un occhio che sembra osservare il paesaggio.

È un’opera che rende evidente quanto il progetto di Rive vada oltre la semplice decorazione urbana: il territorio diventa materia stessa dell’arte.

Quanti murales ci sono a Rive?

Oggi Rive conta circa 25 murales e il paese è ormai considerato un vero e proprio museo a cielo aperto della street art nel Vercellese.

E il progetto continua a crescere.

Le nuove opere vengono realizzate anche in occasione delle diverse edizioni di DeRIVE, mantenendo così il borgo in continua trasformazione. Nell’edizione di settembre 2026, appena conclusa, ad esempio, nuovi artisti sono arrivati a Rive:

  • Refreshink – all’anagrafe Giovanni Magnoli, graphic designer, classe 1971 di Arona (Novara). Per Derive realizzerà un’opera dedicata al gioco della Lippa. Si tratta di un antico gioco popolare che consiste nel far saltare in aria un piccolo pezzo di legno appuntito (la lippa) con un bastone più grande per poi lanciarlo più lontano possibile.
  • Agus Rùcula: artista urbana, docente e illustratrice nata in Argentina.
  • Fabio Petani: classe 1987, nato a Pinerolo, laureato in Beni Culturali con una tesi sulla Arte Urbana. Per DeRIve realizzerà un’opera dedicata alle 4 stagioni del riso
  • Antonio Sena, artista napoletano, che realizzerà per DeRive un murales rievocativo dell’evento del 7 maggio del 1859 quando Garibaldi e Vittorio Emanuele II si trovarono a Rive presso Casa Foro (via Roma 18), un ex convento della fine del 1700, divenuto proprietà dei Roveglia, che a inizio 2026 lo hanno ceduto a degli inglesi.

Per questo motivo tornare a Rive nel tempo potrebbe significare trovare un paese diverso da quello che si era visto qualche anno prima.

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Aironi (in dialetto Sgorge) di Giuseppe Gusinu – Rive street-art @Tryatrip 2026

Come visitare Rive e vedere i murales

La cosa più semplice è arrivare a Rive e iniziare a camminare.

Non c’è bisogno di entrare in un museo né di seguire necessariamente un percorso complesso. Le opere sono disseminate nel tessuto del paese e fanno parte delle sue strade.

Il consiglio è proprio quello di non avere troppa fretta. Guardare i muri, ma anche quello che c’è intorno: le case, le vie, le campagne e, appena fuori dal centro abitato, le risaie che spiegano meglio di qualsiasi pannello informativo perché questi murales siano stati pensati proprio qui.

In alcuni periodi vengono inoltre organizzate visite guidate dedicate alle opere e alla storia del progetto.

Rive non è solo street art

Forse è proprio questo il punto.

Arrivare a Rive soltanto per fotografare i murales sarebbe riduttivo. La street art funziona perché è inserita in un paesaggio che continua a essere quello che è sempre stato: agricolo, rurale, legato all’acqua e alla coltivazione del riso.

Il contrasto tra le grandi opere contemporanee e la semplicità del paese è parte dell’esperienza.

E mentre cammini da un murale all’altro, capita di uscire dalla dimensione del semplice borgo della street art e di ritrovarsi dentro il paesaggio delle Grange Vercellesi, dove risaie, cascine, canali e abbazie raccontano una storia molto più ampia.

È qui che, secondo noi, il progetto acquista il suo significato più interessante: l’arte non serve a nascondere il territorio, ma a farlo guardare con occhi diversi.

Quando andare a Rive

Rive può essere visitata durante tutto l’anno, ma c’è un momento in cui il paesaggio circostante diventa particolarmente suggestivo.

Settembre, quando le risaie assumono le tonalità dorate che precedono il raccolto, regala un contesto speciale per scoprire il paese.

È anche il periodo in cui il progetto DeRIVE ha tradizionalmente concentrato alcune delle sue attività e in cui il rapporto tra arte e paesaggio rurale diventa ancora più evidente.

Rive tra riso, murales e abbazie

Se volete scoprire Rive senza dover organizzare autonomamente tutto l’itinerario, il 27 settembre 2026 è prevista una giornata dedicata proprio al territorio del Vercellese.

Il tour “Una giornata tra riso, murales e abbazie” parte da Torino e accompagna i partecipanti tra risaie, antichi mulini, una tenuta risicola, il pranzo in cascina e la visita ai murales di Rive, prima di proseguire verso il Principato di Lucedio e il suo campanile. Scopri il tour “Una giornata tra riso, murales e abbazie”

È un modo interessante per mettere insieme, nello stesso viaggio, alcuni degli elementi che rendono questa parte del Piemonte così particolare: il riso, l’acqua, le architetture rurali, le abbazie e, oggi, anche l’arte contemporanea.

Rive, un piccolo paese che ha scelto di raccontarsi

Ci sono paesi che cercano di attirare attenzione costruendo qualcosa di nuovo.

Rive ha scelto invece di raccontare ciò che aveva già in chiave contemporanea.

Ha preso il proprio paesaggio, la propria storia agricola, le tradizioni, le leggende e il rapporto con l’acqua e li ha affidati a un linguaggio contemporaneo.

Forse è per questo che, più che una semplice galleria di murales, Rive ci è sembrato il racconto di una comunità che non vuole diventare qualcosa di diverso da ciò che è. Vuole semplicemente continuare a esserci.

E quella volontà di restare, sui muri colorati delle sue case, si vede.

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