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Ai tempi di Lidia Poet

Scoprire Torino sulle tracce della fiction

[Tripper: Paola]
ENScienziati per un giornoTorino, Piemonte

Ci sono persone che dedicano l'intera vita a rivendicare diritti negati; la storia e' costellata di queste battaglie e quando sono vincenti tutti ne traggono beneficio.
Spesso infatti godiamo inconsciamente di diritti, lungamente inseguiti, senza ricordare l'ostinata caparbietà di coloro che li hanno resi scontati.

I luoghi della fiction - Palazzo Carignano

I luoghi della fiction - Palazzo Carignano

Ti svelo i segreti della fiction

Ti svelo i segreti della fiction


In quanto donna e in quanto ingegnere, laureata in anni in cui il gentil sesso frequentate misurava percentuali ridicole, non posso restare indifferente.
Penso a questi temi, mentre passeggio tra le vie della mia città seguendo le tracce di Lidia Poët, una donna nata nelle valli piemontesi dove sono di casa i valdesi, tradizionalmente molto attenti all’istruzione. Non lo dico per puro onore di cronaca ma piuttosto perché questo fu a cambiare tutto.
Lidia Poët infatti studiò, in tempi in cui in pochi studiavano, e il 17 giugno del 1881 si laureò in giurisprudenza con una dissertazione sul diritto di voto alle donne. Due anni dopo sostenne anche gli esami per diventare procuratore legale, a seguito dei quali richiese l’iscrizione all'Albo degli avvocati, destando forti polemiche perché era la prima volta di una donna.
L'accoglimento arrivò nell’agosto di quello stesso anno: era il 1883. In una Torino con la Mole Antonelliana ancora incompleta, Lidia passò alla storia come la prima donna iscritta all’albo degli avvocati.
Tuttavia, il procuratore generale si oppose e Lidia fu esclusa dall’esercizio della professione. Ricorse ma fu un nulla di fatto. Esercitò all’ombra del fratello per anni, continuando a dedicarsi ai diritti delle donne, ma anche a quelli degli emarginati in genere.
Non avrete di certo pensato che una donna simile potesse arrendersi?
Ci vollero altri 37 anni, ma nel 1920 ottenne finalmente l'iscrizione all'Albo. Lidia aveva 65 anni.
Di questa storia incredibile si nutre la fiction Netflix titolata “La legge di Lidia Poët”, che ha raccolto larghi consensi anche oltre i confini nazionali. La serie è ovviamente romanzata pur conservando una certa fedeltà storica, ma al di là di ogni plausibile critica, ha di certo il merito di rendere popolare una vicenda poco nota ma di fondamentale rilevanza storica.
Forse oggi non potrei esercitare come ingegnere se non ci fosse stato chi ha combattuto per questo.
Sulla stessa scia si colloca il tour ideato da Somewhere Tour &Events che vi porta a spasso per il centro di Torino, a ritrovare i luoghi della fiction.
Che l’abbiate amata o meno, che l’abbiate vista con gusto o non ne abbiate mai sentito parlare, si tratta comunque di un modo originale di visitare il centro cittadino con i suoi meravigliosi palazzi e nel contempo scoprire come le produzioni cinematografiche siano abili nell’uso di tecniche per render onore alla loro bellezza o far sembrare ciò che non è.
Qualche luogo, ne siamo certi, vi sorprenderà perché usato nella fiction con tutt’altro scopo di quel che è nella realtà, qualche altro vi risulterà vero solo in parte.
Durante il tour la guida si avvale del supporto di due ospiti d’eccezione: Lidia e suo fratello Enrico, interpretati magistralmente da Le vie del tempo, un'associazione culturale del territorio dedita alla ricostruzione filologica di più epoche. Non sono semplici figure in costume ma veri e propri narratori del tempo, capaci di immergervi dentro usi e costumi di epoche lontane, con una minuzia di dettagli tale da farvi sentire tutto il loro peso. Essere donna all’epoca di Lidia Poët significava essere costrette dentro bustini stretti da togliere il fiato. È così che mi torna in mente la scena della fiction dove Lidia prova a salire in bicicletta, senza troppo successo, e magicamente la sento più autentica che mai. L’emancipazione passa anche dal diritto di indossare vestiti comodi.
Restate sintonizzati perché le riprese della seconda stagione sono in arrivo.
Buon viaggio!

E se non tutto fosse quel che sembra...

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Nel 1883 la Mole Antonelliana non era ancora completata

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I narratori de - Le vie del tempo

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...nel giardino di Palazzo dal pozzo della cisterna

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