All’ombra della Mole

Turisti a casa propria

[Tripper: Paola]
ENTorino è casa miaVenaria Reale, Piemonte

La Venaria Reale (Piemonte, Italia) Una cosa buona l’ha fatta il Covid-19. Dentro le costrizioni imposte, che hanno tolto piena libertà di movimento, abbiamo ritrovato il gusto di guardare dietro l’angolo. Forse infondo l’abbiamo sempre saputo che la bellezza è anche vicino casa, ma ciò che abbiamo sotto gli occhi, ogni giorno, sfugge alla dinamica della scoperta, forse perché non richiede sforzi, non devi proprio fare nulla per meritarlo.
Per riuscire a leggere gli spazi vicini con stupore, basterebbe indossare altri occhi, come fossimo turisti in casa propria.
Invece la realtà che abbiamo intorno sappiamo solo sfiorarla con gli occhi, e credo sia una questione di rapporto spazio/tempo.
Lo spazio prossimo sa conciliarsi bene col tempo feriale, ne conosciamo i segreti per attraversarlo più in fretta, abbiamo riferimenti praticamente per tutto, il panettiere, il macellaio, la farmacia, il benzinaio. Ma non abbiamo occhi per vederlo. Sono gli spazi lontani, quelli che vanno a braccetto col tempo festivo, che ci dispongono all’osservazione, che ci rendono curiosi e aperti ad accogliere la bellezza. Suona un po’ come “l’erba del vicino è sempre più verde”, ma capita un disastro a livello mondiale ed ecco che casa torna ad essere l’essenziale.

I tanti post su instagram di questi tempi, ci raccontano di un risveglio collettivo verso la meraviglia dietro l’angolo.
C’è chi ha scoperto il bosco dietro casa, il lago poco più in là, c’è chi ha ritrovato il piacere del passeggiare lento lungo il fiume, chi si è accorto del profumo del pane che invade le strade ogni mattina, chi ha colto la bellezza nelle città orfane di rumori, nelle piazze dove è tornato sovrano il gorgoglio dell’acqua delle fontane.
Una cosa buona l’ha fatta il Covid-19, ci ha restituito consapevolezza di ciò che abbiamo dato per scontato, un senso critico più acuto, un orgoglio più maturo del proprio territorio.
C’è meraviglia dietro l’angolo.
Nell’incertezza del momento, il turismo di lontananza cede il passo al turismo di prossimità ma non c’è tuttavia aria di compromesso, il profumo è quello dell’opportunità.
Dietro al nostro angolo, all’ombra della Mole, in uno spazio di ottanta ettari, sorge una delle più belle residenze sabaude del territorio piemontese.
L’imponente Reggia di Venaria ha avuto destini altalenanti rischiando l’oblio. La volle il duca Carlo Emanuele II di Savoia, come base per le battute di caccia nella vicina brughiera collinare alle porte della valle di Lanzo, a due passi dalla città di Torino. Era il loro turismo di prossimità, un luogo ameno dove gustarsi il tempo, riempiendolo di svaghi e intrattenimenti conviviali e danzanti.
Per fortuna una cordata di istituzioni (Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Regione Piemonte, Comunità Europea) non ha lasciato che il tempo la cancellasse per sempre e stanziando trecento milioni di euro ha dato il via nel 1997 all’imponente opera di restauro.
Oggi la Reggia di Venaria è iscritta tra i siti dell’Unesco, Patrimonio dell’umanità, ed è uno dei siti più visitati d’Italia.

i Giardini - La Venaria Reale

i Giardini - La Venaria Reale

Galleria Grande - La Venaria Reale

Galleria Grande - La Venaria Reale